Home Nazionale Attivista gay denuncia: ‘Insulti da una scolaresca nell’indifferenza delle maestre’

Attivista gay denuncia: ‘Insulti da una scolaresca nell’indifferenza delle maestre’

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Palermo, 9 mar. (AdnKronos) – Insultata da una scolaresca mentre cammina per strada “nell’indifferenza delle maestre”. E’ la denuncia di Massimo Milani, storico attivista gay di Palermo, conosciuto da tutti per la sua caratteristica di vestirsi da donna. “E’ bello cominciare la giornata ed essere insultata da una intera scolaresca, a maggioranza maschile, a colpi di ”pezzo di fr…’, tra l’indifferenza delle maestre, che redarguite da me dichiarano: ‘è il loro linguaggio’. “Il ‘complotto gender’ è una realtà e fa stragi”, conclude Massimo Milani. L’attivista gay, tra i primi a Palermo a organizzare nel 1993, quando le unioni civili erano lontane anni luce, un finto matrimonio gay con il suo compagno, Gino Campanella. Solo dopo averlo fatto notare più volte, le insegnanti della scolaresca, come denuncia Massimo Milani, che gira per Palermo a bordo della sua bicicletta rosa piena di fiori, dopo un po’, hanno chiesto loro di scusarsi. Ma non si rendono conto della la gravità della cosa. Fr… è un intercalare ormai, non un insulto”.
Lo sfogo arriva anche su Facebook, dove l’attore Ernesto Tomasino, che vive a Londra, interviene affermando che “è un problema vecchio quanto il mondo moderno e che non è per niente limitato a Palermo o tipico della nostra terra. E’ un fenomeno costante presso ogni nazione e ogni cultura. Alcuni paesi hanno leggi specifiche. L’omofobia è un reato in UK e questo fa una bella differenza per tante ragioni. Nelle scuole inglesi dare del fr… (queer) e’ all’ordine del giorno. La differenza è che nei paesi più evoluti da questo punto di vista, la vittima degli abusi ha un sistema alle spalle che lo fa sentire piu’ forte e spesso gli da le “armi emozionali” per combattere gli aggressori. A Palermo figuriamoci. L’episodio che racconta Massimo Milani ne è la prova”.
Era il 28 giugno del 1993, quando Massimo Milani e Gino Campanella, decisero di ‘sposarsi’, almeno simbolicamente, alla luce del sole. E lo fecero in piazza Pretoria, davanti al Palazzo delle Aquile. Certo, non immaginavano che ci sarebbero voluti venti anni per arrivare a un registro delle unioni civili. Massimo e Gino, fra i fondatori dell’ Arcigay a Palermo, prima associazione in Italia, hanno iniziato la loro battaglia “contro ogni discriminazione e per l’uguaglianza dei diritti” negli anni Settanta.