Home Nazionale Palermo: i pusher e gli ammanchi, l’ira del capo ‘Piccioli non ne devono mancare’

Palermo: i pusher e gli ammanchi, l’ira del capo ‘Piccioli non ne devono mancare’

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Palermo, 28 feb. (AdnKronos) – “Forse non l’avete capito! Cà picciuli (soldi, ndr) non ne devono mancare più!”. Antonino Mazza, uno dei tre componenti (con Massimiliano Zarcone e Salvatore Bonura) del triumvirato che gestiva lo spaccio di droga tra i padiglioni dello Zen 2, a Palermo, non è più disposto a tollerare ammanchi di denaro. Intercettato dalle cimici dei carabinieri che all’alba di oggi hanno eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare (19 in carcere e 5 ai domiciliari) su richiesta della locale Dda nell’ambito dell’operazione antidroga ‘Teseo’, si mostra contrariato e sfoga tutta la sua rabbia. A suscitare la sua ira è il comportamento di Benedetto Moceo, che non avrebbe versato nelle casse dell’organizzazione 25 euro.
Mazza è il più accanito, mentre Zarcone ha un tono più conciliante e propone al complice di “regalare” quell denaro a Moceo. Ma Mazza è irremovibile. E nel mirino finisce pure Salvatore Catanzaro, anche lui arrestato, che in virtù del suo ruolo avrebbe dovuto provvedere a recuperare la somma. Proprio Catanzano insieme a Paolo Puleo, infatti, costituisce un livello intermedio tra i vertici dell’organizzazione e la manovalanza. “Dalle otto con la mattinata all’indomani, alle otto di sera, un sa fira a livarici (non è capace di togliergli, ndr) i venticinque euro?!” dice Mazza riferendosi a Catanzaro, che subito replica: “Ma chi lo ha visto a Moceo?! Ieri sera dovevo togliere i piccioli (denaro, ndr)?!”.