Londra – (Adnkronos) – Un esponente politico pachistano in esilio e' stato ucciso a coltellate davanti alla sua abitazione di Londra. Imran Farooq, fra i fondatori del Movimento Muttahida Quami (Mqm), e' morto ieri sera dopo l'aggressione, riferisce la Bbc. Nessuno e' stato arrestato.
Farooq viveva a Londra dal 1999. In Pakistan era ricercato in connessione con l'attivita' violenta del suo partito nella citta' di Karachi. Aveva ottenuto asilo in Gran Bretagna, spiegando che i suoi avversari politici avevano posto una taglia sulla sua testa.
Appena la notizia si e' sparsa in Pakistan, centinaia di sostenitori hanno manifestato davanti alla casa di famiglia di Farooq a Karachi. L'Mqm ha proclamato dieci giorni di lutto.
Farooq svolgeva ancora un "ruolo chiave" nel suo paese, secondo quanto scrive la Bbc. Il suo Movimento Muttahida Qami (Mqm) e' il principale partito di Karachi, la piu' grande citta' pachistana e capitale commerciale del paese. L'Mqm fa inoltre parte della coalizione di governo, assieme al Partito Popolare del Pakistan (PPP) al potere.
L'Mqm rappresenta la comunita' dei Mohajir, gli immigrati giunti dall'India, ed e' stato coinvolto in tensioni e violenze etniche contro l'etnia pashtun. Farooq era scomparso dal Pakistan nel 1992 dopo che le forze di sicurezza avevano lanciato contro il suo partito l'Operazione Pulizia a Karachi. Era poi riapparso a Londra nel 1999 dove aveva ottenuto asilo politico.
Il governo d'Islambad accusava l'Mqm di usare tattiche violente contro gli avversari, fra cui sequestri, torture e omicidi. L'Operazione Pulizia, lanciata dopo le violenze etniche che avevano agitato Karachi negli anni Ottanta, porto' a circa 8mila morti fra il 1992 e il 1998. Oggi l'Mqm e' stato riabilitato e fa parte della coalizione di governo, ma mantiene una reputazione violenta. In agosto circa 80 persone sono morte in tre giorni di violenze a Karachi seguite all'assassinio di Raza Haider, deputato dell'Mqm. La maggior parte delle vittime erano dell'etnia pashtun, accusata dell'attacco. Secondo le indagini della polizia, i responsabili dell'omicidio erano militanti jihadisti del gruppo filotalebano Lashkar-e-Jhangvi. Negli ultimi anni l'Mqm ha adottato una decisa linea contro i movimenti talebani e jihadisti vicini ad al Qaeda.