(AdnKronos) – (Adnkronos) – Si riducono i posti di lavoro. “Il risultato – commenta il segretario generale di First Cisl – è un nuovo calo dell’occupazione, destinato purtroppo ad accelerare a causa delle uscite previste dal piano industriale di UniCredit, che impatta in modo significativo sul personale proveniente dalle Casse di Risparmio venete che furono incorporate nella banca milanese, e degli inevitabili esuberi che scaturiranno dalla annunciata fusione tra Popolare Vicenza e Veneto Banca”.
Sta di fatto che l’Ufficio studi di Firsl Cisl evidenzia che a settembre 2016 i dipendenti bancari attivi nel Veneto erano già scesi a 30.329 contro i 31.058 di un anno prima, con una flessione di ben 729 posti di lavoro.
L’altra faccia della medaglia è la banca virtuale, che nel Veneto continua a crescere, anche se pare difficile possa farlo ancora a lungo. La banca via internet è quasi arrivata a saturazione: in un anno, i contratti personali di home banking hanno visto un balzo del 9,1%, passando da 2,1 a oltre 2,3 milioni, un numero che equivale al totale delle famiglie venete e al 45% della popolazione, mentre le connessioni dedicate alle imprese sono il 16,4% in più, essendo salite da 257 mila a 299 mila, un dato che corrisponde quasi al 70% delle imprese venete. I distributori atm sono passati da 4.124 a 4.204 (l’1,9% in più), gli apparecchi pos da 157.240 a 169.699 (l’incremento è del 7,9%).