Roma, 22 feb. (AdnKronos) – Nel 2016 il consumo di asfalto in Italia è sceso nuovamente al minimo storico: sono stati impiegati solo poco più di 22 milioni di tonnellate per costruire e tenere in salute le nostre strade. Dopo la crescita registrata nel 2015 grazie alla realizzazione di alcune grandi opere, i lavori stradali sono nuovamente “al palo”, con circa la metà delle necessarie attività di manutenzione non eseguite. Le buche restano un tema confinato nelle campagne elettorali, mentre per riportare in sicurezza il nostro patrimonio stradale occorrerebbe un piano straordinario di almeno 40 miliardi di euro.
Sono questi i principali elementi che emergono dall’analisi presentata oggi dal Siteb, l’associazione dei costruttori e manutentori delle strade nel corso del convegno apertura di Asphaltica, il Salone europeo dedicato alla filiera dell’asfalto e delle infrastrutture stradali, in corso a Verona fino al 25 febbraio e promosso da Siteb e Veronafiere.
I dati relativi al 2016 contenuti nell’analisi del Siteb (produzione di asfalto ferma a 22,371 mln di tonnellate di asfalto, -3,2% vs il 2015) evidenziano un nuovo passo indietro sul fronte delle attività di costruzione e manutenzione delle strade dopo il dato positivo del 2015 (+3,7% vs il 2014), il primo dopo 9 anni di calo ininterrotto; segno evidente che la crescita di due anni fa era dovuta non a un’effettiva ripresa della manutenzione del nostro patrimonio stradale, ma era essenzialmente trainata da alcuni grandi lavori eccezionali (connessi all’Expo a Milano) e dall’esecuzione di alcune grandi opere autostradali nel Nord Italia (come la Brebemi, la Ten e la Pedemontana).