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India, scontri tra manifestanti e polizia nella valle del Kashmir

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Srinagar – (Adnkronos/Aki) – Tre manifestanti sono morti e circa una trentina sono rimasti feriti negli scontri con la polizia nel Kashmir indiano, territorio a maggioranza musulmana negli ultimi mesi teatro di movimenti di protesta contro Nuova Delhi. Secondo il sito web dell'emittente pakistana 'Dawn', tre persone sono morte nel corso dei tafferugli scoppiati con le forze di sicurezza a Mendhar, nella regione di Jammu, a maggioranza indù. "Quando la situazione è andata fuori controllo, la polizia ha aperto il fuoco per disperdere la folla, uccidendo tre persone e ferendone almeno 25", ha affermato un portavoce della polizia del Jammu a condizione di anonimato.
La polizia, nel comunicare il precedente bilancio di un morto, aveva affermato che "gli agenti hanno aperto il fuoco quando i manifestanti sono diventati violenti". Un dirigente delle forze di sicurezza ha spiegato che si è fatto ricorso alle armi da fuoco "dopo che i gas lacrimogeni e i manganelli non hanno dato risultati".
Nel Kashmir indiano è in corso un'escalation di violenza che lunedì ha provocato 18 morti e decine di feriti. I protagonisti delle proteste di questi giorni sono alcuni movimenti secessionisti kashmiri che vogliono l'indipendenza da Nuova Delhi. Le violenze sono state alimentate dalla minaccia del pastore evangelico Terry Jones di bruciare il Corano per l'anniversario dell'11 settembre.
Da quando sono iniziate le proteste, a giugno, si contano almeno 79 morti, tra i quali molti giovani. La scintilla che ha innescato le violenze è stata l'uccisione di un 17enne durante una manifestazione. Dal 1989, la battaglia dei separatisti del Kashmir è costata la vita a 100mila persone.

Articlolo scritto da: Adnkronos