(AdnKronos) – Nei capanelli di Montecitorio si parla solo di questo, della possibile scissione. E di come evitarla. C’è chi sponsorizza addirittura la suggestione di richiamare Romano Prodi. “Anche per farsi dire di no, ma visto che il Pd rischia di rompersi, Renzi potrebbe chiedere a Prodi o a Veltroni di guidare la fase congressuale, richiamare i fondatori”.
Tra i parlamentari la preoccupazione è forte. Ad agitare gli animi c’è anche il timore che la scissione porterebbe a una chiusura anticipata della legislatura. La minoranza conterebbe una ventina di senatori a palazzo Madama e circa 50 deputati, compresi i fuoriusciti da Sinistra Italiana di Arturo Scotto. C’è chi ipotizza che a fronte della nascita di nuovi gruppi parlamentari, potrebbe essere richiesto un voto di verifica della maggioranza a sostegno del governo. E magari scapparci l’incidente.
“Da parte nostra -dicono i bersaniani- no di sicuro. Noi siamo per arrivare al 2018 e semmai allarghiamo il perimetro della maggioranza con l’arrivo di Scotto e i suoi”. E comunque la nascita dei gruppi, spiegano, non sarebbe una cosa di domani: “Ci sarà un percorso graduale prima di arrivare a formare nuovi gruppi. Ci vorrà del tempo…”.