(AdnKronos) – Il cambiamento di look si integra con la strategia editoriale data driven del portale, realizzata dagli ingegneri di Italiaonline, che mescola le logiche dell’interazione umana con quelle del machine learning: una novità nel panorama editoriale italiano. Punto di partenza è la dashboard, che evidenzia gli argomenti più cercati e discussi in rete attraverso l’analisi sui social e i motori di ricerca. Gli articoli vengono quindi redatti tramite crowdsourcing. Italiaonline gestisce tutta la catena editoriale: dalla discovery dei trend, alla produzione, fino alla distribuzione e all’ottimizzazione delle performance in termini di visite ed engagement.
“La nostra strategia editoriale – sottolinea Carlo Meglio, chief development officer di Italiaonline – si basa sempre di più sull’analisi dei dati. Oggi la competizione è molto forte per assicurarsi l’audience, è diventato molto rilevante catturare l’attenzione, l’approccio che più si sta diffondendo è di basarsi non più su una redazione che possa immaginare cosa interessa ai lettori, ma servirsi dell’analisi dei dati dei trend della rete per capire quali sono i reali interessi di chi naviga o frequenta i social”. Con superEva “abbiamo portato in Italia un nuovo modo di produrre contenuti sia dal punto di vista delle tematiche che della tecnologia e, a un anno dal varo, possiamo dire che la scelta ci ha premiati. Oggi presentiamo un sito ancora più attraente e tecnologicamente all’avanguardia, pronto a incrementare ulteriormente la propria audience”, rimarca.
Curiosità, divertimento, video virali, storie a lieto fine, ma anche consigli utili sulla vita quotidiana trovano spazio nella nuova superEva. Sul fronte dell’offerta pubblicitaria, “tutta l’inventory di superEva, così come del resto tutto il network, è disponibile in modalità programmatic e su base dato. Oltre a puntare sui video e sul native, lanciamo un nuovo formato premium: l’interstitial cross-device, un formato overlay che permette pianificazioni su desktop e mobile con robuste garanzie di viewability ed engagement”, conclude Pascuzzi.