(AdnKronos) – Il processo si celebra, a porte chiuse, con il rito abbreviato davanti al gup di Palermo Lorenzo Iannelli. Dopo l’arresto del dicembre 2015 il gip del Tribunale Fernando Sestito aveva deciso di non convalidare il fermo disposto dalla Procura, applicando invece l’obbligo di dimora a Palermo, senza imporre alcun divieto di comunicazione con l’esterno. Per il magistrato, che ha comunque riconosciuto la sussistenza di gravi indizi a carico della donna, non ci sarebbero stati rischi di inquinamento probatorio né pericolo di fuga. Ma il tribunale del Riesame, poi la Cassazione diedero ragione ai pm. E Shabbi era finita in carcere. La Cassazione aveva ritenuto fondati gli indizi “di istigazione al compimento di atti di terrorismo internazionale”. Adesso parla il suo legale, l’avvocato Michele Andreano, inviato dall’Ambasciata libica. La sentenza sarà emessa entro oggi.