Milano, 1 feb. (AdnKronos Salute) – Niente catene per i cani, no a qualunque attività possa danneggiare la loro salute, e via libera a cani, gatti e conigli negli ospedali e nelle case di riposo. Sono alcune delle novità previste in Lombardia dal nuovo Regolamento per la tutela degli animali e la prevenzione del randagismo, che ha ottenuto il via libera della Commissione regionale Sanità presieduta da Fabio Rolfi (Lega Nord). Lara Magoni (Lista Maroni) è la relatrice del documento, per il quale hanno votato a favore i componenti dei gruppi di maggioranza. Astenuti Pd e Patto Civico, contrario il Movimento 5 Stelle che ha ritenuto insufficienti le misure adottate sul randagismo. Chi non rispetta le norme del Regolamento sarà punito con sanzioni comprese fra 150 euro (violazioni minime) a 900 (in caso di abbandono di animali).
“E’ stata una delle mie prime battaglie di civiltà in questo mandato di consigliere regionale – afferma Magoni – Oggi desidero esprimere la mia piena soddisfazione per il parere favorevole espresso dalla Commissione in riferimento a questo Regolamento, che ha come scopi promuovere il benessere e la tutela dei nostri animali, prevenire il randagismo e favorire e diffondere i principi di corretta convivenza con la specie umana. In Lombardia, dove vige l’obbligo di registrarli, abbiamo 1 milione e 200 mila cani. Abbiamo ritenuto doveroso – sottolinea inoltre Magoni – istituire norme specifiche utili a sensibilizzare i proprietari verso una corretta e responsabile conduzione dell’animale nei luoghi pubblici, garantendo anche l’incolumità delle persone”.
Fra gli obblighi per i proprietari introdotti nel Regolamento, che riprende e attua i principi contenuti nella legge sul randagismo (la n.15 del 2016, che ha modificato la n.33 del 2009) – ricorda una nota del Consiglio regionale – c’è quello di fornire all’animale un ricovero adeguato, cibo e acqua in quantità sufficienti e un’adeguata attività motoria. Fra i principali divieti introdotti quello di tenere i cani alla catena o di applicare loro “qualunque altro strumento simile di privazione della libertà, se non per ragioni sanitarie certificate da un veterinario o per temporanee ragioni di sicurezza”. Inoltre, per quanto riguarda gli animali in addestramento, viene previsto il divieto di sottoporli ad “attività che possono risultare dannose per la loro salute”. Ancora. Viene confermato l’obbligo di identificazione e iscrizione all’anagrafe degli animali d’affezione per tutti i cani e per i gatti destinati al commercio, e quindi l’obbligo per i proprietari di recarsi dal medico veterinario per far loro applicare il microchip.
Nel nuovo Regolamento sono previste disposizioni normative specifiche in merito alla cattura dei cani vaganti, e sulle procedure da attivare all’arrivo del cane al canile sanitario e per il suo eventuale trasferimento al rifugio. I rifugi dovranno essere aperti al pubblico per almeno 4 giorni alla settimana, compresi il sabato e la domenica per un minimo di quattro ore al giorno, con l’obiettivo di favorire la ricollocazione degli animali presso nuovi proprietari. Alle Agenzie di tutela della salute (Ats) spetteranno le funzioni legate agli interventi di pronto soccorso di cani e gatti in libertà, ritrovati feriti o gravemente malati. La Giunta regionale dovrà predisporre una relazione triennale sul settore del randagismo, sulla situazione delle strutture di ricovero e sugli interventi effettuati. Viene recepita infine “la possibilità di accesso di cani, gatti e conigli negli ospedali e nelle case di riposo, secondo le condizioni di sicurezza stabilite dalle strutture sanitarie e sociosanitarie”.
Per Magoni “si tratta di uno strumento fondamentale che disciplina le responsabilità e i doveri che il proprietario o il detentore di un animale d’affezione deve avere nella cura e nell’attenzione verso il proprio animale”. Relativamente a gatti e colonie feline, chiarisce in una nota, “al fine di dare compiuta attuazione al dovere di censimento e di sterilizzazione, si richiede che la colonia venga localizzata non solo in corrispondenza del punto principale di offerta del cibo, ma anche di quello in cui stazionano maggiormente i gatti qualora non siano alimentati dall’uomo”.
“Un altro aspetto importante riguarda la prevenzione del randagismo”, rileva la vice campionessa del mondo di sci. E “ultima, ma non certo per importanza – conclude – l’introduzione della possibilità di accesso di cani, gatti e conigli negli ospedali e nelle case di riposo”.