(AdnKronos Salute) – Ma cosa scatta di fronte alla terra che trema? “Ansia, angoscia, paura di essere sovrastati e annientati. Il rischio – spiega Di Giannantonio – è quello di un crollo psicologico, soprattutto per persone che hanno meno risorse, anziani, chi ha subito lutti, danni economici, delusioni professionali o familiari. E chi ha già subito un terremoto: quando a una frattura grave e recentissima se ne va ad aggiungere un’altra, il carico traumatico aumenta e i danni si sommano”. Al primo posto resta però la paura per la propria incolumità fisica: “Quando viene minacciato l’involucro abitativo nasce il rischio che la protezione non sia sufficiente e adeguata”, analizza l’esperto.
“Tra le conseguenze più comuni – ricorda lo psichiatra – c’è il disturbo post-traumatico da stress. Difficoltà nell’adattamento e nello svolgere compiti quotidiani, che può durare da 0 a 6 mesi ma che può manifestarsi anche in forma più grave e compromettere la sicurezza interna, la progettualità per il futuro. Può portare insonnia, perdita di appetito e di peso, depressione”. Per superare il trauma il consiglio è quello di “non prendere i tranquillanti – raccomanda Di Giannantonio – L’ideale è stare molto insieme, comunicare le proprie angosce e scambiare emozioni, non avere paura di chiedere aiuto e di manifestarsi vulnerabili e deboli”.