Home Nazionale Scuola: madre figlio disabile, costretta a tornare a scuola per portare mio figlio in bagno (3)

Scuola: madre figlio disabile, costretta a tornare a scuola per portare mio figlio in bagno (3)

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(AdnKronos) – Proprio due giorni fa la Regione ha inviato una lettera all’Istituto ‘Pio La Torre’ in cui ha spiegato che il giorno prima si è svolto un “tavolo tecnico sulla disabilità, con la partecipazione dei vari rappresentanti delle Città metropolitane, dei liberi consorzi, dei commissari e loro delegati delle ex province e dell’Ufficio scolastico regionale per discutere sulla programmazione” del servizio. In una lettera, dal linguaggio burocratico, viene comunicato ai dirigenti e ai genitori che il servizio non solo non è attivo ma che non si sa quando sarà riattivato: “Si comunica che i servizi di integrazione per alunni diversamente abili, non potranno essere attivati in mancanza dell’autorizzazione da parte dell’Assessorato alla Famiglia. Sarà cura dello scrivente comunicarvi tempestivamente le modalità di avvio dei servizi”, si legge. In altre parole, non ci sono soldi, al momento, per potere riattivare il servizio e i giovani diabili continuano a restare a casa. Oppure, come nel caso di Nadia Melluso, sono i genitori a farsi carico del servizio di assistenza. “Sono costretta ad occuparmi di mio figlio anche quando è a scuola – lamenta – E ogni giorno, dopo averlo accompagnato a scuola, devo tornarci all’ora della ricreazione per accompagnarlo in bagno e dargli da mangiare la merende”. Negli anni passati i genitori di Manuel si sono anche rivolti alla giustizia amministrativa per avere riconosciuti i loro diritti, e per ben tre volte il Tar ha dato ragione ai genitori condannando le istituzioni. “Anche il Miur è stato condannato – dice Nadia Melluso – eppure il problema si ripropone sempre. L’anno scorso il servizio stato interrotto per ben quattro volte, e sono titte ore che mio figlio non recupererà mai. Dalle istituzioni si passano la palla da un ufficio all’altro. Adesso è la Regione ad occuparsene, ma sono solo problemi burocratici. A discapito di Manuel.
Ma cosa dice la Regione, cioè la diretta interessata? “Siamo in esercizio provvisorio – spiegano all’Adnkronos dagli uffici dell’Assessorato regionale alla Famiglia – e attualmente non abbiamo i soldi nei capitoli di spesa. Con la riapertura dell’esercizio finanziario ci sarà la ripartizione dei capitoli di spesa”. Insomma, il blocco è dovuto, come confessa lo stesso dirigente, “a una questione tecnico-contabile, deve arrivare il decreto della Ragioneria generale che distribuisce le somme”.
Insomma, la burocrazia. Ma, nel frattempo, decine di ragazzi disabili, che considerano la scuola come unico momento di svago, o restano a casa oppure costringono i genitori a prendersi giorni di ferie, di permessi, per potere essere assistiti. Un’assistenza che spetta di diritto. Ma non a loro.