Roma, 5 gen. (AdnKronos) – “Mi auguro che in questa legislatura si riesca finalmente a varare un provvedimento sulle cosiddette ‘querele temerarie’, capace di scoraggiare le esorbitanti richieste di risarcimento troppo spesso avanzate al solo scopo di intimidire l’informazione”. E’ l’auspicio che la presidente della Camera, Laura Boldrini, esprime ricordando Pippo Fava nell’anniversario della sua uccisione.
“La vita e la morte di Pippo Fava, ucciso dalla mafia a Catania 33 anni fa, restano una lezione di straordinaria attualità sull’insostituibile valore civile dell’informazione – sottolinea Boldrini – Fava credeva che il giornalismo costituisse non solo un antidoto contro la corruzione, la violenza e la criminalità, ma anche uno strumento per tenere alta l’attenzione della giustizia e imporre alla politica il buon governo”.
“Anche grazie alla sua coraggiosa opera di denuncia il Paese – ricorda la presidente – ha acquisito maggiore consapevolezza della gravità del fenomeno mafioso: un fenomeno diffuso in tutto il territorio nazionale e capillarmente presente nei settori nevralgici del nostro Paese, al Sud come al Nord, che pone un’odiosa e pesante ipoteca sul futuro, ostacolando non solo lo sviluppo dell’economia ma anche la crescita culturale e civile”.