(AdnKronos) – L’accelerazione del Pd non piace a Forza Italia. “Il Pd non ripeta gli errori del passato”, avverte Paolo Romani. “Sulla legge elettorale non è più il tempo del prendere o lasciare, imposto al Parlamento con il voto di fiducia. Si attendano le decisioni della Consulta e si dia al Paese una legge condivisa che garantisca governabilità”. Ed ancora Maurizio Gasparri: “Il Mattarellum non tornerà. Fi ovviamente è aperta al confronto, nella consapevolezza che la legge elettorale si fa in Parlamento, in trasparenza e con la collaborazione di tutti. Forzature, impostazioni unilaterali, sono inaccettabili”.
Non solo l’opposizione. Anche dai centristi arriva uno stop al Pd. “Noi abbiamo già detto no al ritorno al Mattarellum. Il quadro politico non è più quello del ’94, non c’è più un sistema bipolare e rischiamo un risultato che non rappresenti fino in fondo la volontà degli elettori”, ha detto Maurizio Lupi.
E pure dal Pd arriva un altolà. Non tanto sul tipo di sistema elettorale ma sul significato politico della corsa verso una nuova legge. Scrive Francesco Boccia su Huffington Post: “Dopo Renzi, Zanda e Orfini. Gli stessi che hanno fatto nascere il governo Gentiloni pensano già a come sfiduciarlo. Dovranno farsene una ragione, i problemi degli italiani vengono prima dei giochini di palazzo e quando e a quali condizioni si vota lo decide il presidente della Repubblica”.