Arezzo – Nonostante il leggero calo di temperature di questi ultimi giorni, sono sempre numerose le segnalazioni e le richieste di intervento che giungono ai Vigili del Fuoco per la presenza di nidi di vespe e calabroni. Allo stesso tempo, non accennano a diminuire gli interventi del servizio sanitario per assistere persone che sono state punte, alcune anche con conseguenze serie.
Vigili del Fuoco e Asl, oltre a rispondere a questa molteplicità di richieste, da anni sono impegnati anche sul fronte preventivo, promuovendo i corretti comportamenti da tenere e le azioni da compiere quando ci trova di fronte a questi problemi. Recentemente, le due amministrazioni hanno pubblicato un vero e proprio vademecum, ora in distribuzione presso gran parte degli sportelli pubblici. Il depliant spiega come si riconoscono gli insetti, come si interviene autonomamente e quando, invece, è il caso di chiedere l'aiuto dei vigili del fuoco. E ancora, cosa fare se si viene punti, quali sono gli accorgimenti e le azioni di prevenzione da mettere in campo.
Come si riconoscono
Il primo passo è sicuramente quello di riconoscere le diverse specie di insetti. Quelle più comuni, sono la Vespula vulgaris (vespa comune) e la Vespa crabro (calabrone), quest'ultima di dimensioni più grandi (circa doppie). Vespe e calabroni hanno un corpo senza peluria, con addome a bande gialle e nere (si distinguono dalle api, che invece sono tozze e con peluria). Entrambe le specie coabitano in gruppi numerosi, possiedono un pungiglione con cui inoculano una sostanza velenosa irritante e
vivono una sola stagione estiva. In inverno sopravvive solo la regina che abbandona i propri nidi ibernandosi in luoghi protetti per poi, a primavera, iniziare la costruzione del nido e la deposizione delle uova.
I nidi delle due specie sembrano fatti di cartone (fibre di legno masticate) e sono attaccati ad un peduncolo, ma si distinguono per struttura e dimensioni.
Nidi di vespe: con unico peduncolo, a celle aperte, a forma si coppa, si trovano sotto i coppi dei tetti, sotto le grondaie, in mezzo ai cespugli. Possono essere attaccati in alto o in basso ed hanno piccole dimensioni (qualche decina di celle).
Nidi di calabroni: di forme irregolari, di notevoli dimensioni (da quelle di un fiasco a quelle di una damigiana), con una unica apertura in basso, sembrano avvolti nel cartone; si trovano in alberi cavi, all’interno di case abbandonate, in anfratti dei muri, in mobili in disuso. Possono avere migliaia di celle.
Come si interviene?
Se il nido è piccolo, specialmente se si tratta di vespe, si può fare da soli. Meglio intervenire di mattina presto o la sera tardi, quando gli insetti sono meno attivi. E’ importante indossare indumenti pesanti in più strati, occhiali e guanti, ed usare prodotti specifici, spray a getto lungo. Se c’è pericolo immediato per l’incolumità delle persone, si può chiamare i Vigili del Fuoco: quando non si possono allontanare, neanche in maniera temporanea, le persone dai locali in cui insistono gli sciami e questi non si possono isolare; quando gli sciami o i nidi sono di dimensioni straordinarie e quando si accede con difficoltà ai siti o siano necessari particolari mezzi di intervento.
E' bene rammentare che chiamando i Vigili del fuoco senza che ve ne sia la necessità, si rischia di distoglierli da interventi di maggiore importanza. Può essere inoltre richiesto il pagamento della prestazione.
In tutti gli altri casi, quando i nidi sono troppo grandi e si può agire con calma, ci si deve rivolgere ad esperti, cercando nelle Pagine Gialle una ditta alla voce “disinfezione e disinfestazione”.
La Azienda Sanitaria, su specifica richiesta, fornisce i consigli del caso, ma non esegue direttamente interventi di disinfestazione, poiché non sono compresi nei Livelli Essenziali di Assistenza previsti dal Ministero della Salute.
Cosa fare in caso di puntura?
Se il pungiglione è rimasto all’interno della pelle, va estratto con un paio di pinzette sterili, dopo aver disinfettato la parte con acqua ossigenata o altra soluzione disinfettante. Va messo immediatamente del ghiaccio per diminuire il gonfiore ed appena possibile si può applicare una pomata antistaminica o al cortisone. Se il dolore è intenso, si possono assumere degli antiinfiammatori (stando attenti alle controindicazioni).
Molti individui sviluppano entro poco tempo una reazione allergiche (orticaria, shock, difficoltà della respirazione): in questo caso ci si deve recare prima possibile al Pronto Soccorso. Se l’allergia alla puntura degli insetti è nota, è bene tenere a portata di mano il farmaco d’urgenza consigliato dal proprio medico curante.
Quali interventi di prevenzione si possono mettere in atto?
Chiudere con silicone o calcina i buchi e le fessure presenti nei muri di cinta delle abitazioni. Chiudere con reti antinsetti le finestre di annessi (cantine, soffitte) o di locali non abitati. All’inizio dell’estate si può chiudere con una rete a maglie fitte la bocca dei comignoli (a fine stagione la rete va rimossa per permettere un buon tiraggio). Evitare di lasciare frutti molto maturi negli alberi o in deposito (sono un richiamo irresistibile per vespe e calabroni). Evitare di lasciare scoperti ed all’aperto cibi proteici (carne) o zuccherini.
A chi rivolgersi
Se c’è pericolo immediato per l’incolumità delle persone richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco al numero di soccorso 115.
In tutti gli altri casi ci si deve rivolgere ad esperti, cercando ditte che eseguono “disinfezione e disinfestazione”.
Per avere le informazioni di natura sanitaria, agli sportelli zonali del dipartimento della Prevenzione della Asl8, raggiungibili attraverso i numeri verdi:
Zona Aretina: 800-655623
Zona Casentino: 800-898935
Zona Valdarno: 800-654482
Zona Valtiberina: 800-050128
Zona Valdichiana: 800-455952