(AdnKronos) – Una navigazione non facile durata un anno, quando, dopo le dimissioni di Dini, si tentò un nuovo esperimento tecnico con la guida di Antonio Maccanico, con un ampio sostegno parlamentare e l’obiettivo di realizzare le riforme istituzionali. Settimane di trattative, ma alla fine non se ne fece nulla e con la vittoria alle elezioni di Romano Prodi, primavera del 1996, si aprì un quindicennio di alternanza tra centrosinistra e centrodestra.
Fino al novembre del 2011, quando il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo averlo nominato senatore a vita, chiamò alla guida del governo Mario Monti, nel pieno della tempesta dello spread. A sostenerlo Pd, Pdl e centristi, con lui però solo tecnici, fino alle elezioni del febbraio 2013, quando Monti si presentò con un suo partito.
Ora ci si chiede cosa potrà accadere dopo il referendum di domenica prossima, quando Matteo Renzi potrebbe decidere di presentare le dimissioni, qualunque sia l’esito del voto. E tra le ipotesi sulle quali ci si interroga c’è anche quella di affidarsi di nuovo ad un tecnico, che in questo caso potrebbe essere l’attuale ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.