Palermo, 22 nov. (AdnKronos) – “E’ la conferma dell’ipocrisia che regna nel Movimento. Per loro esiste una doppia morale. Quello che sta venendo fuori dall’inchiesta? Non mi meraviglia, mi dispiace solo per gli attivisti che sono presi in giro”. Domenico Messinese, il sindaco di Gela (Caltanissetta), espulso dal Movimento, commenta così con l’AdnKronos gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulle firme false presentate dai pentastellati a sostegno della lista alle comunali di Palermo del 2012.
Nell’ultimo capitolo dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal pm Claudia Ferrara spunterebbero accanto alle firme ‘ricopiate’ anche quelle del tutto false. Alcuni testimoni, infatti, avrebbero spiegato di aver sì firmato al banchetto Cinque Stelle, ma non per le amministrative ma bensì per il referendum sull’acqua dell’anno precedente. Una bufera che si è abbattuta sui Cinque Stelle e che ha portato all’iscrizione del registro degli indagati di almeno 8 persone.
“La realtà è che il M5s è peggio degli altri partiti – aggiunge Messinese -, lì vige il pensiero unico, i diktat di un direttorio che nessuno ha votato e adesso la volontà di Grillo, che non può essere messo in discussione nemmeno quando dice stupidaggini. Io sono stato buttato fuori dal Movimento – ricorda il primo cittadino – con una menzogna fatta passare per verità, cacciato nel giro di 24 ore senza neppure la farsa della votazione on line, messo alla gogna mediatica e inondato sulla mia pagina Facebook di minacce e insulti. C’era persino chi istigava alla violenza fisica. Adesso invece ognuno resta al suo posto (solo due deputati regionali, Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, si sono autosospesi, ndr).