Home Nazionale Ex attivisti M5S Palermo ‘Firme false? Nel movimento c’è del marcio e manca la democrazia’

Ex attivisti M5S Palermo ‘Firme false? Nel movimento c’è del marcio e manca la democrazia’

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Palermo, 19 nov. (AdnKronos) – “Nel gruppo del M5S di Palermo c’era del marcio, e quello che è successo con le firme false lo dimostra. La realtà è che nel M5S non c’è democrazia. Gli attivisti storici non avrebbero mai avallato questo modo di fare”. Hanno atteso che l’istruttoria della Procura di Palermo per le firme false del M5S alle amministrative di Palermo fosse quasi alle battute finali per raccontare la loro versione dei fatti su quanto accaduto nell’aprile del 2012, durante le amministrative di Palermo. A parlare sono quattro ex attivisti del M5S di Palermo, Fabio D’Anna, Giuseppe Marchese, Alessandro Crociata e Angelo Scribano. Hanno deciso di raccontare quanto accaduto e “come funzionava” il “cerchio magico di Riccardo Nuti”, come dicono oggi. A loro avviso, “non gliene fregava niente di presentarsi alle amministrative del 2012 – come dice Marchese – ma gli serviva avere una candidatura, per fare in modo di potersi presentare alle parlamentarie del 2013, cosa che poi è regolarmente avvenuta. Altrimenti, perché si sarebbe candidata a Palermo pure Azzurra Cancelleri, sorella di Giancarlo Cancelleri, che è di Caltanissetta?”.
“Quelli coinvolti – dice l’avvocato Alessandro Crociata – guarda caso sono tutti quelli che poi si sono presentati e hanno vinto le parlamentarie. C’è un filo logico che si sta dipanando”. “Gli attivisti storici non avrebbero mai avallato questo modo di fare – dice Marchese – altrimenti non avrebbero mai estromesso quelli che davano fastidio. Queste persone hanno reso il M5S a Palermo terreno sterile, perchè qui dal punto di vista di attività il M5S non esiste. Tutta colpa di questo gruppo di soggetti che ha formato il cosiddetta cerchio magico, i ‘monaci’ di Nuti, per intenderci, che hanno emarginato ed escluso una serie di soggetti, come i senatori esclusi come Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino”.
“E’ inaccettabile quanto accaduto, perché il M5S era stato visto come una alternativa perché c’era gente che ci aveva creduto, e con gente che aveva fatto attività di volontariato quando il M5S aveva lo 0,1 per cento, erano tante persone”. “Insomma, tutti avevano visto questo andazzo di marcio che c’era nel gruppo di Palermo – denuncia Fabio D’Anna – ma questo non vuole dire che ci fosse del losco in tutto il M5S per questo abbiamo fatto gruppo alternativo ‘Ognuno vale uno’. Avevamo anche scritto al vertice del M5S ma lo staff non ci rispose mai, ricevemmo solo una risposta di Giancarlo Cancelleri che ci disse che a campagna finita non avremmo potuto più usare il logo M5S. Mentre il cerchio magico di Nuti poteva usare il logo”.