(AdnKronos) – Nei comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo colpiti c’è un’elevata significativa presenza di allevamenti con oltre l`80 per cento delle strutture agricole e zootecniche delle zone terremotate marchigiane controllate presenta danni secondo la Regione mentre in Umbria sono circa un centinaio le stalle di dimensione economica rilevante in grave difficoltà e nel Lazio gli allevatori di Accumoli ed Amatrice sono allo stremo a quasi due mesi e mezzo dalla prima scossa che ha colpito la maggioranza degli allevamenti.
Gli animali devono mangiare tutti i giorni e le mucche devono essere munte due volte al giorno e per questo gli allevatori, continua la Coldiretti, non possono trasferirsi lontano da mandrie e greggi che, senza vigilanza, rischiano peraltro di essere preda di atti di sciacallaggio.