Asti, 3 nov. (Labitalia) – A Mombaruzzo (Asti), domani, venerdì 4 novembre, riapre i battenti la scuola per suonatori di campane, italiana per eccellenza, organizzata dall’Associazione Campanari del Monferrato. Arrivata ormai al terzo anno, la scuola è aperta ad ogni appassionato o curioso di scoprire la tradizionale arte campanaria del Monferrato e del Piemonte.
“I più giovani -spiega Beatrice Malavenda, dell’Associazione campanari del Monferrato- troveranno terreno fertile per apprendere la tipica tecnica di suono a tastiera, la baudetta, e potranno cimentarsi, ognuno per il proprio livello, con suonate di varie difficoltà del repertorio liturgico e nazional-popolare”.
“La scuola -sottolinea- è anche utile anche per conoscere l’intero panorama campanario italiano, le melodie delle diverse regioni e i vari sistemi di suono tipici di ogni parte d’Italia. Un patrimonio che merita di essere condiviso con le nuove generazioni”.
“La scuola -continua Beatrice Malavenda- ha, infatti, lo scopo di far conoscere questa arte antichissima al fine di mantenere le tradizioni, promuovere e tutelare gli usi e i costumi tipici delle campane piemontesi e del suono manuale a tastiera, di riscoprirne il fascino e l’importanza nei nostri territori”.
“Cerchiamo così -avverte- di preservare non solo la tradizione musicale del luogo avviando all’insegnamento della modalità di suono e delle melodie più usate, ma anche salvaguardare, recuperare e restaurare e rendere agibili e funzionanti i campanili (con annessa installazione o ripristino di tastiere meccaniche nuove o antiche) e le campane stesse quali beni di inestimabile valore per la comunità che le possiedono”.
“L’Associazione -ricorda- ha già in programma diversi eventi, alcuni ormai tappa fissa del calendario, altri nuovi, durante i quali si potrà sperimentare sia il suono nelle piazze con il campanile itinerante sia il suono dalle tastiere posizionate nelle celle campanarie: operiamo, infatti, sia in occasione di feste liturgiche in accordo con le Parrocchie sia durante rievocazioni storiche e feste di paese di concerto con le amministrazioni comunali”.
Fino a 60-70 anni fa, le campane erano un importantissimo mezzo di comunicazione poiché altri mezzi erano quasi inesistenti. Attraverso le campane, però, si poteva instaurare un vero e proprio dialogo fra campanaro e popolazione: per esempio, oltre ai classici segnali per le funzioni religiose, le campane riuscivano a comunicare agli abitanti del luogo quando il sacerdote andava ad impartire il viatico ad un moribondo e si poteva addirittura capire se il moribondo era già defunto, se il defunto era un uomo o una donna, giovane o anziano, se la messa era celebrata dal parroco o dal vice parroco.
Le suonate a festa, invece, erano brani tipici della comunità misti a musica leggera e canti popolari dell’epoca. Le campane, seppur intonate in scala musicale nelle suonate a festa, non hanno mai suonato musiche facoltose, ma brani della tradizione, in modo che tutti potessero capire la festa.
Anche in questo caso, tramite canzoncine e motivetti si comunicava con la gente e si condividevano ricorrenze importanti, ad esempio in occasione di matrimoni la popolazione riusciva a capire se chi pagava la cerimonia erano i genitori dello sposo o della sposa.