Milano, 15 ott. (AdnKronos) – Milano si stringe a Dario Fo: una piazza Duomo gremita, nonostante la pioggia battente, applaude e piange il suo artista. Nel giorno del lutto cittadino, con le bandiere civiche a mezz’asta, la città celebra il Premio Nobel, scomparso giovedì all’età di 90 anni. Un tributo che diventa un omaggio anche a Franca Rame, la moglie morta tre anni fa. Ad aprire la cerimonia è ‘Stringimi forte i polsi’, la canzone scritta da Fo “a mia madre”, dice il figlio Jacopo. “Lui stesso – svela emozionato – ha voluto che la mettessimo proprio in questo momento”.
Per la prima volta sul sagrato del Duomo si celebra una cerimonia laica, “Noi siamo comunisti e atei, però, mio padre non ha mai smesso di parlare con mia madre e chiederle consiglio. Siamo anche un po’ animisti, perché non è possibile morire veramente. Sono sicuro che adesso sono insieme e si fanno delle gran risate”, dice il figlio guardando chi sfidando “il diluvio universale” resta in piazza.
“La gente amava Dario e Franca – racconta – non perché erano bravi attori, ma perché hanno visto qualcuno che c’era veramente”, in scena “c’era la loro vita, non era la semplice capacità istrionica” e ricorda l’insegnamento più prezioso: “‘Fai quello che desideri, se hai un desiderio seguilo’. Mio padre e mia madre sono andati avanti nonostante tutto quello che gli hanno fatto, non hanno mai abbassato la testa. La gente che li ha colpiti ha perso. Mio padre e mia madre hanno fatto una vita straordinaria”, dice.