AREZZO – «Credo, come già detto da molti, che l’esilio di un Festival come quello di Arezzo Wave, debba assolutamente terminare. Le guerre, anche se fredde, devono tutte cessare, figuriamoci quella intorno a un Festival. Quello che oggi non si può più tacere, è che la cultura di questa città non è più in grado, così come è, di reggere il confronto con la contemporaneità e ci vuole, da domani, la possibilità di tirare fuori la testa e di ricreare un sistema che sia anche uno strumento di crescita sociale collettiva.
Le potenzialità ci sono tutte e mi vengono in mente le esperienze di ArezzoFestival o di Circù o di Mengo o della Fabbrica delle Idee oltre, ovviamente, quella di Arezzo Wave. Cose nate qui, dalla professionalità di giovani e meno giovani che si sono impegnati per fare di Arezzo una città viva e pensante, una finestra sul mondo.
Arezzo Wave, in particolare, è tale (ed uso il presente), perché è un progetto culturale nato più di venti anni fa nelle case degli aretini e che vede in Mauro Valenti il promotore principale.
Ma Valenti non sarebbe nulla senza tutti quei ragazzi di Arezzo che oggi migrano a Livorno per continuare una esperienza di crescita e di condivisione.
A me non interessa adesso approfondire se la ragione di questo divorzio sia di Valenti o dell’Amministrazione, ma so chi paga lo scotto di questa situazione. La paghiamo noi cittadini e tutti quei ragazzi di Arezzo che, per una settimana, vanno a dormire in tenda sotto il sole per far sì che Livorno abbia quello che abbiamo avuto noi per anni.
Oggi mi sento di dire che questa situazione deve finire, perchè penso sia necessario un armistizio ed una trattativa.
Rilancio allora l’idea di creare all'interno del Comune di Arezzo un ufficio 'Festival', in grado di occuparsi tutto l’anno del festival di Arezzo Wave e di tutti gli altri Festival che, con difficoltà, tentano di aiutare questa città, in grado di cogliere e curare gli aspetti istituzionali e partecipativi che queste esperienze portano con sè. C'è la necessità di ridefinire un progetto culturale ampio, capace di dare una nuova prospettiva ed un nuovo entusiasmo. Capace di far collaborare e di sostenere, capace di poter stimolare una città, che altrimenti rischia di sprofondare in un provincialismo di cui non ha bisogno. »