Palermo, 11 ott. (AdnKronos) – Gli oltre 140mila immigrati in età lavorativa presenti in Sicilia, pari al 4,3 per cento della popolazione attiva dell’Isola, la più bassa percentuale d’Italia, anche se il loro numero è cresciuto fra gennaio e marzo scorsi del 2,5 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno prima, incontrano un mercato del lavoro sicuramente più favorevole a confronto con gli italiani. Infatti, hanno un tasso di occupazione del 50,3 per cento (in aumento rispetto al 48 per cento del primo trimestre 2015), contro il 39,9 per cento degli isolani, indice che pure è in lieve rialzo rispetto al 38,7 per cento del primo trimestre dell’anno scorso. E’ una delle anomalie del mercato del lavoro in Sicilia nel primo trimestre 2016 rilevate dall’Osservatorio statistico nazionale dei Consulenti del lavoro, presentato oggi a Palermo in vista del congresso regionale del 14 e 15 ottobre a Taormina con i vertici nazionali di categoria.
Così come il tasso di disoccupazione degli stranieri pari al 20,8 per cento risulta più basso di quello dei siciliani (22,2 per cento) analogamente a quello di inattività: 36,5 per cento contro 48,7 per cento. E’ però assai probabile che la parte di popolazione straniera ufficialmente non occupata o inattiva in realtà lavori in nero, altrimenti si trasferirebbe altrove.