Roma, 8 ott. (AdnKronos) – “Un dato importante su cui riflettere di fronte a queste vicende -quelle di Marino e Cota, ma ce ne sono tantissime altre- è che oltre il 40% dei processi penali si risolve in un’assoluzione, ma il rischio è che in quei due-tre anni sotto inchiesta l’indagato sia rovinato in termini personali, letteralmente massacrato dai media. C’è da ragionare seriamente sull’istituto dell’avviso di garanzia, se sia corretto mandarlo oppure no: a volte fa danni enormi, e non parlo solo dei politici ma anche di semplici cittadini”. Cirino Pomicino, all’indomani di due assoluzioni di peso – l’ex governatore Roberto Cota e l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino – ragiona su alcuni meccanismi del sistema giudiziario.
“A mio avviso – dice all’Adnkornos – bisognerebbe imporre la segretazione delle indagini in corso, perché bisogna rispettare anche la vita delle persone” nonché “rimettere in discussione l’obbligatorietà dell’azione penale. Bisognerebbe rifletterci seriamente, perché i pm attualmente sono costretti a procedere, ma bisognerebbe piuttosto lasciargli la responsabilità di iniziare o meno l’indagine penale valutando l’esposto o l’atto” che può dar vita a un’inchiesta.