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Alitalia: Hogan, servono tagli per rilancio, governo mantenga promesse

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Roma, 6 ott. (AdnKronos) – Deluso dal Governo, che non ha rispettato le promesse, e dai sindacati, che con gli scioperi hanno già rotto la pace industriale che avevano assicurato. James Hogan, numero uno di Etihad, azionista con il 49% di Alitalia, punta l’indice, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, sulle criticità sulla strada del rilancio dell’aviolinea e prospetta la possibilità di riduzione del personale. “Mi delude, come investitore, che alcune precondizioni non siano state rispettate”, afferma Hogan ricordando che “una delle questioni chiave era poter usare Linate e costruire lì una base molto più forte, cambiando la legge attuale in modo da poter volare anche aldilà dell’Europa. Purtroppo è tutto rallentato nelle procedure europee e nelle lobby interne fra Malpensa e Linate”.
“Ma entrando in questo affare eravamo d’accordo che ci sarebbe stato un decreto per usare meglio Linate. E il governo avrebbe creato un fondo per rafforzare il turismo in Italia”, prosegue Hogan riferendosi al piano del governo di 20 milioni di euro per la promozione del turismo in Italia. “Se vogliamo ricostruire il nostro marchio in America, c’è molto da fare. Ed era un prerequisito. Oltretutto in gran parte dei mercati le grandi compagnie nazionali sono in qualche modo tutelate. Invece a Fiumicino ci sono sei compagnie low cost, mentre a Heathrow e a Charles de Gaulle zero”.
Una questione posta all’attenzione del Premier Matteo Renzi e, dice Hogan, “ne parliamo anche con il ministro dei Trasporti Graziano Delrio. Pensiamo che Alitalia vada trattata come altre compagnie nazionali: noi pensiamo alle questioni di mercato e ai conti, ma occorre che anche gli altri protagonisti dell’azienda Italia facciano la loro parte”.