AREZZO – La cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro è un argomento che sta particolarmente a cuore alla CISL aretina. A questo proposito sottolinea Fabrizio Fabbroni della segreteria generale, come CISL aretina, abbiamo sottoscritto con USL, Confindustria e INAIL un protocollo d’intesa: il cosiddetto S.G.S. (Sistema di Gestione della Sicurezza) strumento questo che ci ha permesso, ad oggi, di verificare in molte aziende aretine qual è la situazione della sicurezza.
Nonostante che l’ultimo rapporto annuale, continua Fabbroni, pur registrando una sensibile diminuzione degli infortuni denunciati, i numeri sono sempre e comunque alti. Da qui si evince che la cosiddetta cultura della sicurezza atta ad abbattere significativamente la frequenza degli eventi infortunistici, segnatamente quelli più gravi e mortali, continua ad essere una anomalia tutta italiana a cui anche la nostra provincia non si sottrae. Per di più, si evidenziano altre situazioni particolarmente critiche: la maggiore esposizione al rischio per chi opera nelle imprese di minore dimensione comprese quelle artigianali e commerciali; la situazione relativa alle forme contrattuali “non standard”; il numero delle morti causate da malattie professionali, per le quali, oltretutto, non disponiamo di alcuno strumento specifico di conoscenza e monitoraggio di “sistema” che abbia una qualche apprezzabile efficacia.
Il S.G.S., aggiunge Fabbroni, non è certo la soluzione, ma è certamente uno strumento valido per iniziare di concerto fra vari soggetti un nuovo corso di sensibilizzazione a vari livelli sia di ordine culturale che politico, infatti, occorre riportare all’ordine del giorno delle agende delle relazioni sindacali e politiche il tema del miglioramento delle condizioni di lavoro e, conseguentemente, organizzare sistemi efficaci e aggiornati di prevenzione. Ciò anche in relazione al fatto che il costo economico che la collettività sostiene per fronteggiare le conseguenze di infortuni e malattie professionali risulta alquanto elevato.
Quindi, conclude Fabbroni, è necessario un ritorno di attenzione tanto presso l’opinione pubblica quanto nell’operato del Legislatore; ciò significa attuare misure molto puntuali sulla normativa della sicurezza nei luoghi di lavoro nelle linee prioritarie. Tra queste: più adeguata assunzione di responsabilità delle Parti Sociali; potenziamento e maggiore trasparenza delle attività di vigilanza e controllo; rinnovata attenzione allo sviluppo delle attività di formazione di ricerca, sperimentazione e diffusione delle buone pratiche; attivazione di un efficiente sistema di raccolta, elaborazione e circolazione delle informazioni.
Articlolo scritto da: CISL Arezzo