AREZZO – Si chiama Issa Fuad Rishmawy, ha 35 anni ed è un tecnico palestinese che per un mese lavorerà fianco a fianco con gli operatori e i dirigenti di Nuove Acque. “Sarà un periodo di formazione – spiega Jerome Douziech, Amministratore delegato della società aretina – dedicato alla gestione degli acquedotti ed in particolar modo alle tecniche e alle metodologie di ricerca perdite sulle quali la nostra azienda ha sviluppato, in questi anni, competenze e professionalità notevoli che adesso mettiamo a disposizione anche di progetti di cooperazione internazionale”.
Come in questo caso: Issa Fuad Rishmawy è ad Arezzo grazie ad un progetto promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II e dall'ATO4 con il gestore delle acque di Betlemme. “E’ la sua prima visita in Europa ed è significativo che la nostra sia l’esperienza di studio e di gestione scelta. Saremo con lui, in queste settimane, sia per una formazione teorica ma anche per portarlo “sul campo” insieme ai nostri tecnici. E’ l’inizio di una collaborazione – conclude Douziech – da costruire progressivamente, con l'obiettivo primario di trasferire le competenze di Nuove Acque e sostenere paesi in maggiori difficoltà nella progettazione e nella gestione di acquedotti”.
Soddisfatta della collaborazione è anche la Fondazione Giovanni Paolo II, al suo terzo anno di attività di supporto presenza della Comunità Cristiana nella Regione Mediorientale e che svolge un'azione ed una presenza di sviluppo complessivo al servizio di tutte le Comunità presenti in questa complessa e travagliata zona del pianeta.
“Questo progetto – commenta la Fondazione – riveste un'importanza ed una valenza tutta particolare ove si consideri che è praticamente la prima volta che viene pensato ed allestito un progetto specifico per la formazione e l'aggiornamento professionale di personale proveniente dai Territori dell'Autonomia Palestinese su una materia "scottante" e delicata sotto ogni profilo qual'è quella dell'acqua e della gestione delle risorse idriche in Palestina. Per noi la disponibilità e la risposta positiva di AATO 4 e Nuove Acque sta anche a significare come la problematica del corretto uso di questo bene essenziale alla vita dell'uomo deve necessariamente assumere una dimensione ed una valenza universale”.