ROMA – Resta valido l'ordine di custodia cautelare che l'8 luglio scorso ha portato in carcere l'uomo d'affari Flavio Carboni. Può però essere trasferito in un centro diagnostico terapeutico a causa delle sue precarie condizioni di salute determinate da una cardiopatia ischemica multivasale. Lo ha stabilito il gip Giovanni De Donato che, respingendo le istanze degli avvocati difensori Renato Borsone e Anselmo De Cataldo ha negato la scarcerazione dando comunque mandato al Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap) di individuare un centro clinico dove Carboni che ha 78 anni potrà essere trasferito. Associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge che vieta la costituzione di associazioni segrete è il reato per il quale Carboni e' stato arrestato l'8 luglio scorso insieme con l'imprenditore campano Arcangelo Martino e l'ex giudice tributario Pasquale Lombardi.
Oggi è stato interrogato per alcune ore dal pubblico ministero Rodolfo Sabelli Marcello Garau, dirigente all'ambiente al comune di Porto Torres in Sardegna e indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico essendo stato consulente di Carboni. A coinvolgerlo nelle indagini alcune conversazioni telefoniche con Carboni intercettate dagli investigatori nell'estate dello scorso anno. Proprio da queste conversazioni sono emersi gli elementi che accomunano Garau nelle pressioni fatte da Carboni, secondo quanto sostiene l'accusa, sul presidente della Sardegna Ugo Cappellacci perché Ignazio Farris venisse nominato al vertice dell'Arpa Sardegna. E' l'agenzia che avrebbe dovuto rilasciare le licenze per gli impianti eolici. Sul ruolo di Garau i carabinieri hanno consegnato nel giugno scorso al magistrato un'ampia informativa.
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha partecipato all'incontro di Forte Village assieme a piu' di 150 personalita' del mondo della politica e della magistratura, ma non e' ''rimasto impigliato'' nella rete di Flavio Carboni.E' quanto afferma in una nota il portavoce di Formigoni, rispondendo a un articolo pubblicato oggi sul 'Corriere della Sera'. Secondo il quotidiano milanese, l'incontro organizzato a meta' settembre 2009 dall'Associazione Diritti e Liberta' a Santa Margherita di Pula, in provincia di Cagliari, fu finanziato con '75mila euro in assegni circolari presi da un conto intestato alla moglie di Flavio Carboni''. ''Non sappiamo – si legge nella nota del portavoce di Formigoni – se in quell'occasione Flavio Carboni lancio' la sua rete. Certamente non vi e' rimasto impigliato il presidente Formigoni'.
Secondo il portavoce di Formigoni all'incontro a Forte Village, erano presenti tra gli altri, ''Gianni Alemanno, sindaco di Roma, Antonio Bassolino, allora presidente della Campania, Ugo Cappellacci, presidente della Sardegna, Raffaele Lombardo, presidente della Sicilia, Antonio Martone, avvocato generale dello Stato presso la Cassazione, Giacomo Caliendo, sottosegretario di Stato alla Giustizia, Angiolo Angioni, procuratore generale presso la Corte Appello di Cagliari, Massimo Scuffi, consigliere di Cassazione, Francesco Verusio, presidente del Centro Studi della Procura della Repubblica presso il tribunale di Grosseto, Michele Iacono, presidente della Corte appello di Cagliari''
Sull'inchiesta eolico è nato poi un botta e risposta tra l'ex sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino e il quotidiano campano 'Il Mattino'. "Rimango esterrefatto dalle ricostruzioni pubblicate sul quotidiano 'Il Mattino' – ha detto Cosentino – anche se devo dire che il tutto non mi sorprende perche' siamo nella piena rappresentazione di come non si dovrebbe fare informazione. E' da anni che sono oggetto di attacchi e ricostruzioni create ad arte per il volere di qualcuno". Accuse respinte al mittente dalla direzione del 'Mattino' che scrive in una nota: ""Respingiamo al mittente le pesanti e intimidatorie accuse dell'onorevole Cosentino. Il quotidiano non fa parte di correnti né condivide il gioco politico di nessuno, come ben sanno i suoi tanti e trasversali lettori. Non possiamo non sottolineare che il nervosismo dell'onorevole Cosentino sia aumentato dopo che in modo trasparente ne abbiamo chiesto, con un editoriale in prima pagina, le dimissioni anche dalla carica di coordinatore del Pdl campano, dopo quelle da sottosegretario. Tutto questo a tutela della trasparenza e dell'esigenza di creare le condizioni per quel buongoverno di cui la Campania ha urgente bisogno". E poi concludono: "I veleni e i messaggi in codice non appartengono al nostro linguaggio".
Articlolo scritto da: Adnkronos