(Adnkronos) – Sarà la corte a decidere se respingere, accogliere in tutto o in parte la richiesta della difesa. Nel primo caso si andrebbe spediti verso la richiesta di ergastolo per Bossetti, in carcere dal 16 giugno 2014. I giudici potrebbero affidare a un proprio esperto il compito di rivedere le analisi attraverso gli atti, senza toccare i reperti; di fatto sarebbe un’apertura parziale nei confronti dei dubbi sollevati sul Dna da parte della difesa. Oppure i giudici potrebbero concedere una perizia che di fatto consentirebbe per la prima volta l’accesso agli indumenti della vittima da parte della difesa. Il tutto per verificare le tracce attribuite all’imputato ma anche se ce ne sono delle altre “visto che -sostengono i difensori – sono state cercate a campione”.
La scelta della corte di accogliere, in parte o in tutto, le richieste dei legali di Bossetti allungherebbe i tempi della giustizia e metterebbe in evidenza i dubbi della giuria rispetto a temi scientificamente complessi. La nomina dei periti a cui affidare l’incarico farebbe slittare la sentenza di primo grado a dopo l’estate.
I difensori hanno chiesto anche una perizia medico legale per capire le cause, il momento esatto della morte e quanto il corpo della 13enne è rimasto nel campo di Chignolo d’Isola (dove fu trovato il 26 febbraio 2011); richiesto l’allineamento dell’orario delle tre telecamere (due di una ditta e la terza di un chiosco) che la sera della scomparsa di Yara (26 novembre 2010) inquadrano il presunto furgone del muratore di Mapello; altre perizie riguardano invece le fibre e le sferette metalliche trovate sul corpo e gli indumenti della vittima.