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Marino: +2% saldo occupazionale in un anno

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ROMA – Hanno sofferto la contrazione degli ordini e i morsi della crisi, ma non hanno mollato sull'occupazione. Hanno sacrificato gli utili, ma hanno salvaguardato i livelli occupazionali e in alcuni casi sono riuscite anche ad assumere.
Rispetto al 2009 il saldo occupazionale fa registrare un +2%, salendo da 506 mila a 517 mila occupati. Emerge questo, in sintesi, dalla relazione del presidente Luigi Marino all'assemblea annuale di Confcooperative, in corso a Roma all'Auditorium Conciliazione. Gli ammortizzatori sociali sono stati utilizzati circa per l'1,3% sul totale degli addetti delle 20.500 cooperative, in netta controtendenza rispetto a quanto avvenuto nel resto dei settori economici.
L'export torna a tirare la ripresa, anche se non sono stati recuperati i livelli pre crisi. Sono oltre 800 le cooperative che abitualmente esportano per un volume di affari che si aggira sui 4 miliardi di euro. Germania, Regno Unito, Svizzera, Francia, Usa, Canada e Cina i paesi rispetto ai quali si esporta di piu'. Le cooperative che riescono a esportare sono quelle che hanno retto meglio alla crisi, piu' patrimonializzate e piu' longeve.
L'incidenza del fatturato realizzato con Paesi Ue rispetto al fatturato totale si attesta, in media, al 19% per cooperativa esportatrice. L'incidenza del fatturato realizzato nel mercato extra Ue si attesta, invece, in media, al 6% per cooperativa esportatrice.
Il 60% dei cooperatori che si rivolgono anche ai mercati esteri lamenta ancora la presenza di fattori negativi che condizionano le esportazioni (era il 65,3% e il 68% nelle due precedenti rilevazioni). Tra i fattori negativi sono molto avvertiti sempre i costi e i prezzi elevati, la burocrazia, la qualita' dei prodotti e dei servizi, l'accesso al credito, i tempi di consegna.
Il 12,3% delle persone occupate nelle cooperative aderenti a Confcooperative e' proveniente da Paesi extra Ue e la percentuale complessiva degli stranieri occupati nelle 20.500 cooperative sale al 18%. La presenza di persone occupate provenienti da Paesi extra Ue e' diffusa prevalentemente nelle cooperative di produzione e lavoro. Il 18% degli occupati e', infatti, straniero.
La percentuale cresce tra i soci lavoratori. Sono immigrati extracomunitari il 25% dei soci lavoratori. Sono oltre il 35% degli occupati, i lavoratori immigrati extra Ue che operano nel settore della logistica, della movimentazione merci e nei servizi di imballaggio e confezionamento.
I soci extracomunitari nelle 20.500 cooperative sono oltre il 3%. Al Nord superano il 4%. I soci extracomunitari raggiungono il 13,1% nelle cooperative di lavoro e servizi. Sono piu' del 6,5% nelle cooperative sociali. Anche nelle cooperative di abitazione piu' del 2% dei soci provengono da paesi extra Ue.
Il sistema Confcooperative, ha poi ricordato il presidente Luigi Marino, evidenzia una maggiore rappresentanza femminile ai vertici delle imprese. La rappresentanza femminile nella 'governance allargata' supera il 25,5%. E' donna il 58,5% degli occupati delle cooperative aderenti a Confcooperative, mentre rappresentano il 52% del totale degli occupati nel movimento cooperativo italiano. L'occupazione femminile, rispetto al totale degli occupati, raggiunge il 72% nella cooperazione sociale.
Vi e' un buon ricambio generazionale nella governance delle cooperative. L'eta' media di coloro che ricoprono posizioni apicali o fanno parte della 'governance allargata' si attesta sotto i 50 anni. il 25% ha meno di 40 anni. La valorizzazione dei soci e' pienamente garantita dal rispetto del requisito della prevalenza mutualistica. Il livello medio della prevalenza mutualistica nelle cooperative di Confcooperative si attesta all'82,5%.
I cooperatori, ha poi continuato Marino, sono impegnati nella diversificazione, nella creazione di reti, nelle integrazioni, nel rafforzamento del marketing, nella spinta su mercati esteri. "In questo 2010 -ha detto- abbiamo dato vita a una nuova Federazione nazionale, nel mondo della sanita'. Cooperative tra medici, tra farmacisti, mutue sanitarie, cooperative di lavoro e sociali specializzate nell'assistenza primaria, protagoniste del nuovo welfare e della medicina del territorio. Altri vivai del futuro comprendono cooperative che operano nelle energie da fonti rinnovabili, cooperative di professionisti e di mestieri intellettuali, cooperative per servizi innovativi alle imprese e alle persone. Abbiamo fuso nove confidi cooperativi regionali (insieme a Legacoop e Agci) in un Cooperfidi nazionale, che si rivolge gia' alla maggioranza della cooperazione italiana".

Articlolo scritto da: Adnkronos