(AdnKronos) – A Davide, schivo e riservato come il papà, senza alcun dubbio spetterà il timone della Casaleggio associati, di cui diventerà socio maggioritario. Ma, viene riferito da fonti autorevoli, il figlio di Casaleggio non ha velleità di tipo politico. In sintesi, non ha alcuna ambizione di diventare il nuovo leader del M5S. Suo padre lo sapeva e ne rispettava scelte e carattere: non è un caso che un mese fa abbia convocato il direttorio al gran completo informandolo sulle proprie condizioni di salute che volgevano al peggio, lasciando poco spazio alla speranza.
Con loro, ma anche con Grillo e con il figlio Davide nonché con alcuni fedelissimi della comunicazione, Casaleggio ha definito la ‘tabella di marcia’ dei prossimi 10 mesi, a suo dire decisivi per il futuro del Movimento. Ma il timore, più che fondato, è che nei mesi a venire i maldipancia interni possano esplodere prendendo il sopravvento.
Occhi puntati, dunque, non solo sul direttorio ma anche su Grillo, che resta l’unico garante. Il suo, oggi più che ieri, a detta di alcuni fedelissimi resta un ruolo decisivo “per la sopravvivenza stessa del Movimento” e per tenerlo lontano da rischi di ‘balcanizzazione’.