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Ucodep per il Sud Africa

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Ucodep per il Sud Africa

AREZZO – Sono tante le iniziative messe in campo dall' ong aretina Ucodep in Sud Africa, all'interno del programma di cooperazione decentrata Nets Africa, cofinanziato da Regione Toscana e Ministero degli Esteri, che vede, come patner, la partecipazione di moltissimi enti locali toscani, a sostegno della popolazione sud africana in alcune delle aree più povere del Paese. Molte delle quali coinvolgono direttamente il territorio aretino.
A cominciare dal progetto di scambio tra 6 classi toscane e 6 sud africane.
Diversi gli Istituti aretini coinvolti: il Liceo Linguistico di Arezzo, la Scuola Secondaria di Primo Grado di Loro Ciuffenna e il Liceo Artistico di Anghiari.
Duplice l'obbiettivo del progetto, iniziato lo scorso aprile e che si concluderà a giugno 2011. Da un lato, far acquisire ai ragazzi consapevolezza sulle situazioni di difficoltà di accesso ai servizi di base e sulla povertà e portare la discussione sulle possibili soluzioni. Dall'altro facilitare il dialogo usando le nuove tecnologie, attraverso uno scambio interculturale a distanza tra ragazzi sudafricani e italiani, lavorando insieme su temi che riguardano e condizionano direttamente la vita degli studenti coinvolti.
“La nostra scuola si trova a Duncan Village, una township alle porte di East London.- racconta Siya Taho, insegnante di informatica alla Mzokhanyo High School – E’ una scuola pubblica, e rispetto a quelle private, ha una retta molto inferiore – come inferiore, purtroppo, è la qualità dell’insegnamento”. 1.100 studenti, dai 14 ai 18 anni, che ogni giorno cercano di lasciare fuori da scuola la realtà di tutti i giorni, troppo spesso fatta di droga e violenza.
“Penso sia importante che i miei studenti imparino cosa fanno gli altri ragazzi dall’altra parte del mondo e si rendano conto di cosa si può fare oggigiorno grazie alla tecnologia. – continua Siya Taho – Spero che alcuni di loro possano andare in Italia, e che anche noi si possa ospitare studenti italiani, sarebbe una bellissima esperienza. Durante questa prima parte del progetto, la cosa che mi è piaciuta di più è stata avere una rappresentanza del mondo in classe: studenti Xhosas, indiani, italiani, africani – esattamente come avviene con la coppa del mondo di calcio”.
Insomma l'altra faccia del mondiale. Un'esperienza di arricchimento unica, per i ragazzi sia aretini che sud africani, che magari per la prima volta nella loro vita avranno la possibilità di confrontarsi e prendere consapevolezza di una realtà così diversa dalla loro. L'occasione anche per creare amicizie che resteranno nel tempo, superando la distanza.
“I nostri studenti non vedono l'ora di passare alla conoscenza diretta dei loro compagni sudafricani”, spiega Shirly Walker, insegnante di inglese del Liceo Linguistico di Arezzo.
“Sarà bellissimo conoscerli direttamente e poter scambiare le nostre esperienze direttamente con le loro”, raccontano gli studenti aretini. Già, perché dopo una prima fase introduttiva di presentazione, i ragazzi dall'inizio del prossimo anno scolastico, potranno confrontarsi direttamente in chat, sui temi proposti dal progetto.

Ma l'impegno del territorio aretino in sostegno del Sud Africa non finisce qui.
In avvio infatti, anche altre due importanti iniziative di sostegno al settore artigianale e ai sistemi di partecipazione pubblica, che vedono in prima linea il Comune di Arezzo, che fornirà assistenza tecnica nel distretto di Metsweding e nel Comune di Buffalo City. Due delle zone più povere del Sud Africa.