Padova, 30 mar. (AdnKronos) – Dopo anni di contrazione del prodotto interno lordo, di difficoltà sul mercato del lavoro e di una crisi finanziaria ancora in parte irrisolta, nel 2015 l’economia del territorio è tornata a crescere su diversi fronti rispetto al 2014: Pil, consumi, investimenti ed export. La ripresa viene in particolare dalle imprese più dinamiche sui mercati esteri e dal nuovo manifatturiero. Permangono tuttavia delle criticità a livello di governance di sistema, banche, infrastrutture e invecchiamento della popolazione.
È il quadro che emerge dal Rapporto Nord Est 2016 realizzato dalla Fondazione Nord Est e presentato oggi, 30 marzo, a Padova presso il Musme, Museo di storia della medicina e della salute, con il sostegno di Veneto Banca, da sempre sostenitore del Rapport Nord Est, e il contributo scientifico di PWC. Sono intervenuti Francesco Peghin, Presidente Fondazione Nord Est, e Stefano Micelli, Direttore Scientifico Fondazione Nord Est. A seguire una tavola rotonda, moderata dal giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico, a cui hanno partecipato Nicola Anzivino, Partner PwC, Gianpietro Benedetti, Presidente Danieli SpA, Gianni Mion, Vice Presidente Executive Edizione Srl, Fabrizio Dughiero, Prorettore delegato Università di Padova. A conclusione si è svolto l’intervento di Robert Schwartz, Harvard Graduate School of Education.
I numeri dell’economia del Nord Est per il 2015 sono generalmente positivi. Dopo una stagione di contrazione del Pil che si protraeva, salvo interruzioni episodiche, dal 2008, l’anno appena trascorso registra una ripresa che si attesta allo 0,8%. Torna a crescere la domanda interna: i consumi (+1,3%), grazie a una ritrovata fiducia dei consumatori, e gli investimenti (+1%), dopo anni di declino preoccupante.