Roma, 25 mar. (AdnKronos) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, ha approvato la ratifica ed esecuzione dell’accordo tra l’Italia e l’Iran per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con protocollo aggiuntivo, fatto a Teheran il 19 gennaio 2005.
La ratifica dell’accordo bilaterale sulle doppie imposizioni con l’Iran, si legge in una nota di Palazzo Chigi, si colloca nel nuovo clima politico ed economico maturato a seguito dell’intesa con la Comunità internazionale sulla questione nucleare. All’indomani della firma dell’intesa di Vienna, i ministri Gentiloni e Guidi – alla guida di una delegazione che comprendeva rilevanti Gruppi italiani (tra i quali Eni, Abi, Sace, Finmeccanica, Cassa depositi e prestiti) – si sono recati a Teheran per rilanciare le relazioni economico-commerciali.
Successivamente alla rimozione formale delle sanzioni, l’allora vice ministro allo Sviluppo economico Calenda ha condotto una missione di sistema a Teheran con 370 tra rappresentanti di grandi gruppi industriali e bancari, pmi ed associazioni imprenditoriali e di categoria. Dopo la storica visita a Roma del Presidente Rohani dello scorso 25 gennaio, una seconda missione di sistema con focus sulle infrastrutture e l’agro alimentare, guidata dai ministri Delrio e Martina, ha coinvolto 310 aziende italiane.