(AdnKronos) – A livello geografico i distretti del Triveneto sono tornati a essere il motore della crescita italiana sui mercati esteri, come l’occhialeria di Belluno, la concia d Arzignano, la meccanica strumentale di Vicenza, il prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, il mobile del Livenza e Quartier del Piave, i dolci e la pasta veronesi e le carni di Verona.
Brillanti anche i distretti del Mezzogiorno, che nel 2015 hanno registrato un aumento dell’export dell’8,3%, il doppio circa rispetto alla media italiana. Puglia e Campania, le due regioni meridionali con la più alta presenza distrettuale, sono state trainanti, riportando un progresso del 10,8% e del 6,9% rispettivamente. Per il secondo anno consecutivo l’export distrettuale è stato trainato dai mercati avanzati. Negli Stati Uniti si è registrata una crescita generalizzata, guidata dai distretti del sistema moda, dell’agro-alimentare, dei prodotti e materiali da costruzione e della meccanica. Si è poi consolidata la ripresa di alcuni importanti mercati europei, come il Regno Unito e la Spagna.
In controtendenza rispetto alla media manifatturiera italiana, l’export distrettuale è tornato a crescere sul mercato cinese (+5,7% nel 2015 contro -0,9% del manifatturiero), con il sistema moda, mobili e agroalimentare come i settori più in crescita. La crescita sui nuovi mercati è stata però frenata dalle difficoltà incontrate sul mercato russo, che ha continuato a risentire della crisi del rublo e del crollo del prezzo del petrolio.