(AdnKronos) – Durante il Moody’s Credit Trend a Milano, Nestmann ha posto più volte l’accento sul fatto che solo le riforme strutturali, nei Paesi dell’Eurozona, potrebbero contribuire alla crescita del pil quest’anno, che per l’Europa è previsto salire dell’1,5%.
“Non ce ne aspettiamo molte perché, da questo punto di vista, la crescita del pil è ‘depressiva’ e spinge a portare a termine meno riforme”. In generale, però, la crescita dell’Europa sarà “moderata ma resistente” e su 19 stati membri dell’Eurozona, 16 (compresa l’Italia) hanno outlook stabile. I rischi per l’area arrivano per lo più dal fronte politico: la coesione dell’Europa sarà testata di nuovo nel 2016 con l’ipotesi Brexit, il rischio Grexit – che è più basso ma esiste ancora – e l’eventuale indipendenza della Catalogna.
Ad ogni modo, gli interventi della Banca centrale europea, “dovrebbero limitare l’impatto del possibile contagio”. Tra le aree riformate dal Governo che hanno visto progressi sostanziali l’agenzia di rating cita il mercato del lavoro e quello delle pensioni, mentre limitati progressi restano nell’area della produttività e della competitività.