Milano, 12 feb. – (AdnKronos) – “Il continuo andamento altalenante dei mercati azionari, il pericolo deflazione, l’apprensione dei risparmiatori stanno per l’ennesima volta sancendo il fallimento dello sviluppo basato sulla finanza che già nel passato ha mietuto tantissime vittime tra le aziende. Nonostante il “bollettino di guerra” che ha contraddistinto l’economia negli ultimi anni e le dichiarazioni che bisogna puntare sull’economia reale per innescare la ripresa, pare che ancora non si sia compreso che è l’industria la chiave per la ripresa economica”. Così Paolo Galassi, presidente di Api, l’associazione delle piccole e medie industrie, ha commentato l’altalena che ha contraddistinto i mercati azionari in questi ultimi giorni.
“Non si è ancora compreso che l’uscita dalla crisi deve passare attraverso il supporto a quel sistema che da anni garantisce la tenuta dell’occupazione e tiene alto il made in Italy nel mondo – ha spiegato Galassi. La chiave della ripresa economica in Europa va cercata in tre fattori: competitività industriale, innovazione e imprenditorialità. Il mondo imprenditoriale da anni lotta contro significative barriere come la burocrazia, un sistema fiscale dai costi elevati, la poca cultura d’impresa, i tempi della giustizia, l’inerzia dei Governi, che poco stanno investendo su chi investe tutti i giorni”.
È facile, prosegue Galassi “parlare di start up, non è facile farlo. Gli imprenditori lo sanno bene, lo fanno ogni giorno sviluppando nuovi prodotti, cercando nuovi mercati, innovando. Bisogna tornare a credere, con riforme strutturali, non nella finanza, nei giochi speculativi, ma nella ricchezza prodotta dalle industrie e dai servizi. Solo allora l’economia smetterà di rallentare e si potrà dire di essere usciti dalla crisi. Solo attraverso una efficace politica industriale la ripresa potrà essere realizzata. È un appello che lancio anche ai giovani, non crediate che il lavoro si trovi solo nelle multinazionali, ma imparate il valore del fare”.