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Calcio: Fifa, candidati alla presidenza cercano il sostegno della Concacaf

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Berlino, 12 feb. (AdnKronos/Dpa) – I cinque candidati alla presidenza della Fifa sono a Miami per cercare il sostegno dei membri della Concacaf. I 35 voti della confederazione del Nord e Centro America e dei Caraibi potrebbero essere fondamentali per ottenere la maggioranza richiesta di 105 voti dei 209 membri della Fifa al congresso straordinario che si terrà il 26 febbraio a Zurigo. Il numero uno del calcio asiatico, Sheikh Salman Bin Ebrahim Al Khalifa sultano del Bahrain, e il segretario generale del’Uefa, Gianni Infantino, sono visti come i favoriti per succedere a Joseph Blatter.
L’ex vice presidente della Fifa, il Principe Ali Bin Al Hussein di Giordania, l’ex vice segretario generale della Fifa, Jerome Champagne, e l’uomo d’affari sudafricano Tokyo Sexwale sono gli altri tre candidati. Il comitato esecutivo della Concacaf potrebbe non seguire gli esempi di altre confederazioni e sostenere un candidato. I sette membri del Centro America si sono impegnati a sostenere Infantino, che potrebbe anche ottenere tutti i 10 voti dalla Conmebol, la confederazione sudamericana, oltre ai 53 voti della Uefa. Sheikh Salman avrà il sostegno della maggior parte della confederazione asiatica, composta da 54 paesi, di cui è presidente. Ci si aspetta anche che molte delle 54 federazioni africane votino a favore del sultano del Bahrain. Gli 11 rimanenti membri della Fifa sono dall’Oceania.
Il nuovo presidente della Fifa dovrà riformare il martoriato corpo di governo del calcio mondiale ma anche fare in modo che l’esempio sia seguito da Conmebol e Concacaf, anche loro duramente colpiti dallo scandalo Fifa. Il principe Ali di Giordania,ha definito la Concacaf “vittima dei problemi della Fifa”. “Questa è l’ultima occasione della Fifa di mostrare al mondo che è pronta a voltare pagina, e costruire un nuovo futuro che sia aperto, trasparente, non discriminatorio, abbandonando la cattiva gestione, la corruzione, gli interessi personali, il razzismo, il sessismo, e le violazioni dei diritti umani”.