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Carnevale: da Arlecchino a Clarice, a Milano costumi storici in mostra

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Milano, 10 feb. – (AdnKronos) – Per Carnevale, in mostra i marchi storici sui costumi. Meneghino e Cecca che brindano o danzanti intorno al Duomo di Milano, la geisha giapponese, il costume orientale o quello arabo, la contadina, il suonatore di flauto. Sono alcuni dei marchi in mostra dell’archivio storico della Camera di commercio di inizio ‘900, depositati dalle imprese e legati ai loro prodotti. Le immagini in costume fanno da cornice ai prodotti d’epoca.
In scena le maschere e i personaggi di Arlecchino del Piccolo Teatro di Milano, con costumi realizzati da Franca Squarciapino. Arlecchino porta una maschera furba e seducente che ne ricorda le movenze feline, indossa un costume fatto di pezzi di stoffa colorati cuciti insieme, con un “batocio” – il suo tipico bastone – e una piccola borsa appesi alla cintura. Originario delle valli bergamasche (zona del Nord Italia vicina alla città di Bergamo e non lontana da Milano), è un servo povero, sempre tormentato dalla fame, e lotta per sopravvivere. La furbizia e l’ineguagliabile arte di arrangiarsi sono le sue armi.
Clarice è un ersonaggio costruito sull’ironia e sul gusto del gioco amoroso. Clarice, figlia di Pantalone, rappresenta una ragazza che, per capriccio, si ribella al padre e ai suoi progetti. Sembra ingenua, ma in realtà è furbissima: il suo ruolo richiede freschezza, semplicità e un pudore… solo apparente. C’è poi Smeraldina, la tipica servetta della commedia dell’arte, generosa dispensatrice delle proprie grazie. Ha un modo di esprimersi molto libero e diretto e non le manda a dire neppure al padrone, tanto da apparire spesso insolente. Furba, concreta, prudente e attenta a tutto ciò che le accade intorno, asseconda gli intrighi di Clarice, anche se non ne condivide le svenevolezze. È la ragazza giusta per Arlecchino.