Milano, 4 feb. (AdnKronos) – La vicenda di Stefano Rho, il docente di Bergamo licenziato per ‘dichiarazione falsa’ rilasciata in un’autocertificazione al ministero dell’Istruzione non è l’unica accaduta durante l’ultimo anno scolastico. A rivelarlo è la Flc-Cgil di Bergamo. Rho non aveva riportato il fatto di essere stato ‘destinatario di un decreto penale passato in giudicato’, ma la sua colpa era quella di essere stato sorpreso (e sanzionato) undici anni fa per aver urinato in un cespuglio.
“Sono già almeno 20 i casi di licenziamento per questo tipo di ‘dichiarazione falsa’ registrati in provincia di Bergamo dall’inizio di quest’anno scolastico”, afferma Elena Bernardini, segretario generale provinciale della Flc-Cgil di Bergamo.
Tutti coloro che vengono assunti a scuola, insegnanti o personale amministrativo, tecnico e ausiliario che siano, devono sottoscrivere un’autocertificazione in cui dichiarano di non aver mai riportato condanne penali. “Ci sono casi, ad esempio quello di una multa inferta dal giudice per un incidente stradale con feriti lievi, in cui accade che, quando l’interessato chiede al Tribunale il Certificato penale del Casellario giudiziario, gliene venga rilasciato uno dove non si fa cenno a condanne che godono del ‘beneficio della non menzione’. Dunque nell’autodichiarazione al Ministero finisce per non risultare alcuna condanna in capo al lavoratore. Tuttavia – spiega Bernardini – quando a richiedere il Certificato del Casellario giudiziario, in fase di verifica, è la Pubblica Amministrazione, queste condanne lievi compaiono. Ed ecco che l’incongruenza viene giudicata ‘dichiarazione falsa’”.