ROMA – Accordo separato, senza la Fiom, fra Fiat e sindacati sul rilancio dello stabilimento di Pomigliano d'Arco. L'intesa complessiva prevede sedici punti. Quello che avrebbe convinto la maggioranza dei sindacati è l'istituzione di una commissione paritetica per le sanzioni nei confronti dei lavoratori che non rispetteranno l'accordo. L'intesa sarà sottoposta a referendum il 22 giugno.
"Pomigliano è un banco di prova per tutti. Non puo' e non deve prevalere la logica dei veti incrociati. Non e' piu' il tempo del no o della fuga. Per salvare l'occupazione e la dignita' del lavoro serve uno sforzo comune ed un sano realismo. Pomigliano non deve chiudere". Con questo monito il presidente del Senato Renato Schifani è intervenuto oggi sulla trattativa per Pomigliano.
Intanto dopo il no della Fiom, il fronte dei sindacati resta diviso davanti alla proposta del Lingotto. In un'intervista su 'Repubblica' oggi il leader della Cgil Guglielmo Epifani chiede a Marchionne un ripensamento: "Non contrapponga lavoro a diritti. Pomigliano non puo' diventare una fabbrica-caserma. E il 'piano B' sarebbe anche una sua sconfitta". L'azienda dal canto suo ha convocato oggi i sindacati per un nuovo incontro. I sindacati, con la sola eccezione della Fiom, ribadiscono il giudizio favorevole al piano presentato da Marchionne.
Le tute blu della Cgil continuano a opporsi e il leader Fiom Giorgio Cremaschi dice 'no' anche in caso di referendum tra i lavoratori. "Ribadisco il nostro no all'accordo su Pomigliano. La nostra posizione e' molto chiara, noi non pensiamo che per affrontare la crisi si debba rinunciare a dei diritti. Un no che non verra' modificato neanche da un eventuale referendum tra i lavoratori". "Il referendum va adottato sui diritti disponibili", spiega Cremaschi: "se i lavoratori votano si' ai 18 turni, pur considerandoli una fatica tremenda sapendo che nessuno stabilimento italiano dell'auto riesce oggi a lavorare 18 turni, neanche Melfi lavora 18 turni perche' ci sono impossibilita' psico-fisiche e tecniche a farlo, pero', siccome il contratto quel limite lo prevede noi lo accettiamo. Ma se il referendum chiede di rinunciare al diritto di sciopero o ad alcune leggi sulla sicurezza (alcune sono indirettamente toccate) ai limiti di orario previsti dal contratto diciamo no, quelle rinunce non sono a disposizione di un referendum di una singola fabbrica".
Per il segretario generale della Fim Cisl, Giuseppe Farina, l'accordo sulla Fiat di Pomigliano, che "non contiene nessuna violazione alle norme di legge e allo Statuto dei lavoratori, che in ogni caso non potrebbero essere modificati dalla trattativa e dall'accordo sindacale". Farina evidenzia come "se vi fossero infatti materie indisponibili alla contrattazione lo sarebbero per tutti i sindacati e non solo per la Cgil".
Sulla stessa linea il leader della Uilm, Rocco Palombella: "E' meglio firmare l'intesa, anche se riduce i rischi ma mantiene in piedi lo stabilimento. Non il contrario. Ho ricevuto pieno mandato dalla direzione a siglare l'intesa e programmare il referendum tra i lavoratori gia' la prossima settimana" conclude Palombella. Favorevole al piano Fiat anche l'Ugl. "Siamo qui per rispettare l'impegno preso venerdi' scorso per sottoscrivere un accordo che puo' ridare occupazione e competitivita' allo stabilimento di Pomigliano d'Arco e all'intero territorio" afferma il vicesegretario dei metalmeccanici, Antonio D'Anolf.
Articlolo scritto da: Adnkronos