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L’agricoltura è rimasto uno dei pochi settori in grado di offrire prospettive

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L’agricoltura è rimasto uno dei pochi settori in grado di offrire prospettive

“L’agricoltura è l’unico settore che continua a manifestare segnali positivi nonostante le difficoltà legate alla crisi, all’andamento climatico che certo non ha aiutato e all’aumento costante dei costi di produzione. C’è chi ha scelto di scendere in campo prendendo in mano le redini dell’azienda di famiglia e innovandola. Chi, invece, ha intravisto nell’agricoltura, pur arrivando da percorsi di studio ed esperienze distanti, l’opportunità giusta per reinventarsi un lavoro e intraprendere un nuovo progetto di vita”. Lo afferma il Direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi, che spiega come ci sia un forte ritorno alla terra, nonostante la crisi che colpisce il nostro sistema economico e che fa ancora ben sperare i giovani”.

“I ragazzi Coldiretti lo hanno capito immediatamente – sottolinea Rossi – e si stanno lanciando, già da protagonisti, nel settore anche grazie al sostegno per l’insediamento in campagna previsto dal Psr regionale che diventa premiale per questo importante rinnovamento dell’agricoltura: sia che scelgano di riprendere in mano le imprese dei propri genitori o nonni, sia di cominciare una agristartup, il loro intento è di rinnovare il comparto agroalimentare, ma ripartendo dai valori e dalle attività tradizionali, dai prodotti e dalle filiere locali, piuttosto che modernizzando esclusivamente in chiave di economia di mercato”.

“I giovani, nei loro innovativi progetti aziendali – insiste Rossi – cavalcano con entusiasmo le nuove linee e le nuove opportunità che l’innovazione offre: stanno mettendo in campo imprese che fanno della multifunzionalità e della filiera corta un cavallo di battaglia, per cui cresceranno, proprio grazie ai giovani, settori innovativi come l’agricoltura biologica e biodinamica fortemente legata alla sostenibilità ambientale, le fattorie sociali, gli agriturismi, la vendita diretta grazie alla realizzazione direttamente in azienda di prodotti lavorati da offrire direttamente sul mercato globale anche attraverso le nuove tecnologie informatiche e il web. E poi prodotti innovativi anche in aree non alimentari, come salute o cosmesi”.

Sul fronte del sostegno della Regione Toscana ai giovani interviene il presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, Tulio Marcelli, che parla di un “Pacchetto Giovani” in chiaroscuro: “Da una parte si prende atto con soddisfazione dello stanziamento di ulteriori risorse finanziarie da parte della Regione Toscana ma, nello stesso tempo, si sottolinea la necessità di porre in essere quanto ancora possibile per finanziare tutte le domande presentate”. Sono parole che seguono la pubblicazione della graduatoria riguardante le domande relative al Bando Pubblico del Pianjo di sviluppo rurale 2014/20 della Regione Toscana.

“La Regione – spiega ancora Marcelli – accogliendo le richieste proposte da Coldiretti, ha dotato il Bando di ulteriori 60 milioni che determinano un plafond totale di 100 milioni, ma ciò “non è del tutto sufficiente: nonostante questo provvedimento, infatti, ad oggi, nel territorio di Arezzo è stato finanziato il 50% delle aziende partecipanti al Bando ed è quindi auspicabile un ulteriore sforzo nel mettere a disposizione risorse aggiuntive visto che l’agricoltura è oggi una grande opportunità: c’è il futuro nella nostra campagna ed i nostri giovani lo hanno capito”.
“Coldiretti – conclude Marcelli – auspica quindi la riapertura di un nuovo bando in tempi brevi per consentire, alle imprese escluse di poter dare gambe ai loro progetti. Le numerose domande presentate rappresentano una risposta alla crescente domanda di agricoltura da parte dei giovani che, secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’, nel 57 per cento dei casi oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18 per cento) o fare l’impiegato in banca (18 per cento). Ma anche – continua la Coldiretti – un sostegno alla competitività dell’agricoltura”.
Coldiretti Arezzo in tutto questo è ovviamente parte attiva: l’associazione, infatti, segue, consiglia, indirizza e affianca tutti i giorni, con la professionalità dei nostri servizi sul territorio, questo importante passaggio questa fondamentale crescita delle giovani imprese: sono in molti a cercare opportunità produttive di livello in agricoltura e nelle nostre campagne sta di fatto sbocciando una nuova generazione di imprenditori moderni, creativi, innovativi e connessi con il mondo. Insomma sta nascendo una nuova cultura d’impresa giovane dove i saperi e la conoscenza delle generazioni si proietta nel futuro.