POTENZA – Francesco Cannizzaro, figlio dell'ex pm di Potenza Felicia Genovese, titolare dell'inchiesta su Elisa Claps da due giorni dopo la scomparsa della ragazza, ha scritto una lettera aperta alla madre di Elisa, Filomena Iemma Claps, pubblicata su ''Il quotidiano della Basilicata''. Negli scorsi giorni, senza mai nominarla, la madre di Elisa aveva detto di non perdonare il pm che indagò per gli errori commessi nelle indagini e si chiese come faceva a guardare i figli negli occhi.
''Gli occhi con cui quel pm guarda i suoi tre figli sono gli occhi di una donna che non ha nulla da rimproverarsi per quello che ha fatto nella vita, gli occhi di chi ha insegnato tanto ai suoi figli, con uno stile di dignità ed onestà, sempre'', scrive il figlio della pm, anche a nome dei fratelli Camillo e Caterina. ''Sono gli occhi dolci e giusti – aggiunge – di una madre che è l'orgoglio di noi tre figli, gli stessi occhi con cui la signora Filomena avrebbe guardato Elisa se qualcuno non gliela avesse atrocemente portata via''.
''Quello che fa male – scrive ancora Francesco Cannizzaro – è vedere una donna che ha perso una figlia in maniera tragica scagliarsi contro chi ha sacrificato la propria vita, anche rischiandola (il magistrato è stato a lungo sotto protezione, ndr), per la ricerca della verità sempre e comunque, con volontà e dedizione. Mi chiedo perché. Questo è il motivo per cui la signora Filomena, che scrive e parla da mamma sofferente e disperata, merita la risposta di un figlio. Come fa mia madre a guardare negli occhi me e miei fratelli? E' questo che si chiede la signora Filomena? Tengo a dirle innanzitutto una cosa: anche noi ogni giorno non facciamo che chiedere a Dio prima che agli uomini verità e giustizia per Elisa''.
''Comprendo il dolore degli altri – conclude Francesco Cannizzaro – non reagisco all'aggressività nei confronti del magistrato ma non posso accettare che qualcuno, pur nella tragedia, possa confondere il senso del rapporto che abbiamo con nostra madre''.
Pubblicamente, tramite una lettera dei legali, il magistrato Felicia Genovese ha risposto intanto alle critiche sulla conduzione delle indagini. Due i punti principali: il mancato sequestro degli abiti sporchi di sangue di Danilo Restivo, accusato dell'omicidio, e la mancata acquisizione dei tabulati telefonici. Sulla questione dei vestiti l'ex pm di Potenza ha ricordato che assunse le indagini due giorni dopo la scomparsa e che il sequestro sarebbe stato un'iniziativa ''tardiva'' nonché ''incoerente'' con la testimonianza di un giovane condomino, Giovanni Carlone, che disse di aver visto la ragazza il giorno della scomparsa alle 13.40 vicino casa sua mentre a quell'ora Restivo era al pronto soccorso a medicarsi una ferita alla mano che, a suo dire (ma non fu creduto dal Tribunale), si procurò nelle scale mobili in costruzione a Potenza.
La testimonianza di Carlone cade ora di fronte allo scenario prospettato dall'accusa che colloca l'omicidio di Elisa Claps tra le 11.30 e le 13.10 del 12 settembre 1993. Quanto alla questione dei tabulati, Genovese ha ricordato che allora il distretto telefonico di Potenza aveva una centrale analogica e non elettronica e i tabulati non si potevano quindi estrarre.
Articlolo scritto da: Adnkronos