(AdnKronos) – La scelta del candidato sindaco verrà comunque affidata alla Rete, chiamando al voto tutti gli iscritti romani. Ma l’idea che circola nei palazzi capitolini è quella di spingere altri nomi oltre a quelli dei 4 consiglieri, puntando su alcune candidature ‘eccellenti’, presenti tra i 233 che hanno passato la prima selezione per le elezioni comunali. Tra questi, ad esempio, ci sarebbero un ingegnere e un docente universitario ritenuti all’altezza della sfida.
Se i volti noti del Movimento, a partire da Lombardi e Di Battista, si spendessero per portare avanti un candidato ritenuto più valido di altri, la partita potrebbe riaprirsi. Su questo si ragiona in queste ore nel Movimento. Anche se “decide la Rete – spiega una fonte autorevole – dobbiamo darle gli elementi per farlo al meglio. Su Roma non possiamo permetterci errori”. E in tanti, anche tra gli attivisti, credono che rispettare la regole che non consente agli eletti di giocare la partita -vedi Di Battista escluso dalla corsa- sia un gravissimo errore, che potrebbe costare ai grillini il Campidoglio.
“Ma anche Di Battista e Di Maio erano dei perfetti sconosciuti quando entrarono in Parlamento – ragiona la stessa fonte – Tra quei 233 nomi potrebbero esserci anche persone più capaci e accattivanti. L’importante è farli arrivare agli attivisti. Dopodiché, è la Rete che decide, e i quattro consiglieri sono di certo più avvantaggiati”. Al momento, però, per i 4 ‘consoli romani’ si mette davvero male.