Roma, 13 gen. (AdnKronos) – “A Roma, la fine traumatica del centrosinistra è avvenuta senza che una sola voce critica si sia levata da coloro che ora invocano l’unità del centro sinistra. A Roma, il Pd non ha autonomia. Non è una condizione del passato. È il presente e, almeno fino alle elezioni, è il futuro. L’invocazione del centrosinistra a Roma è incomprensibile fuori dal Palazzo anche perché le politiche del governo Renzi hanno colpito a fondo le città nell’assoluto silenzio di quanti nel Pd ora si spendono così appassionati”. Uno dei passaggi della lettera pubblicata su Facebook da Stefano Fassina, candidato per Sinistra italiana a sindaco di Roma.
Fassina su dieci questioni programmatiche sollecita lal posizione del Pd, dal modello di sviluppo della città alla questione degli stipendi dei 23mila dipendenti capitolini. “Continuo a essere sostenitore delle primarie. Sono non soltanto disponibile ma interessato e sollecitatore di primarie in un quadro programmatico condiviso – aggiunge Fassina-. Ma le primarie sono uno strumento utile a scegliere chi meglio interpreta lo stesso programma fondamentale, condizione necessaria per una coalizione. Le primarie non sono lo strumento per scegliere tra programmi alternativi”.
“La scelta tra programmi alternativi avviene alle elezioni. Qual è il programma del Pd per Roma? Finora, la discussione è stata autoreferenziale e astratta. Proviamo a ancorarla a qualche nodo di programma”, conclude.