(AdnKronos) – Eppure nel Movimento alle uscite controcorrente della Fucksia – ormai considerata il Bastian contrario del Movimento – in molti avevano fatto il callo. Da alcune sviste erano nati veri e propri casi politici, come quando, nel settembre scorso, aveva tentennato sull’ok agli arresti domiciliari per Giovanni Bilardi, il senatore di Ncd coinvolto nell’inchiesta calabrese sulle spese pazze in Regione.
Ma Fucksia in passato aveva messo a disagio i colleghi prendendo anche le difese di Roberto Calderoli, finito nei guai per aver paragonato l’ex ministro Cécile Kyenge a “un orango”. Più volte, poi, aveva votato in Aula in dissenso dal gruppo e a favore di emendamenti o intere misure che avevano visto contrari i 5 Stelle, oltre a rinnegare alcune scelte epocali del gruppo, come la decisione di non votare Romano Prodi al Colle. Celebri, poi, le sue uscite in difesa di alcuni colleghi espulsi dal Movimento, quando lamentava con veemenza la scarsa democrazia dei 5 Stelle. Per molto meno, altri colleghi erano stati espulsi da Movimento. Eppure lei ha resistito a lungo prima che dall’alto calassero il ‘cartellino rosso’.
La senatrice marchigiana vantava il rapporto privilegiato con Grillo, una sorta di ‘scudo’ contro le espulsioni. Ma fonti autorevoli spiegano che nessuno finora l’aveva messa alla porta per una mera questione di budget, visto che per ogni parlamentare viene riconosciuto un ‘tesoretto’ al bilancio del gruppo da destinare alle spese, in primis la comunicazione.