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L’importanza di chiamarsi concessionario

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Le slot machine sono suddivise tra i vari concessionari che agiscono a nome e per conto dello Stato, in virtù delle rispettive licenze rilasciate e, si potrebbe aggiungere, anche “profumatamente pagate”.

Peccato che lo Stato da un lato abbia preso il controvalore delle concessioni legate ai casino online aams legali e dall’altro non metta assolutamente in condizione gli operatori di lavorare serenamente, “permettendo” alle Regioni, ai Comuni ed alle varie amministrazioni di “studiare e mettere in pratica” regolamenti e normative molto restrittive e limitative della libertà di impresa. I concessionari, quindi, avrebbero tutto il diritto di “scendere sul piede di guerra”, ma invece vorrebbero intavolare un discorso produttivo con l’Esecutivo al fine di poter investire, lavorare ed anche guadagnare dalla loro attività.

Tutti gli addetti ai lavori, attendono decisioni a livello nazionale che finalmente mettano tutti d’accordo e sopratutto… che facciano guadagnare tutti e difendano la sicurezza dei cittadini. Ciò detto diamo un’occhiata a questi concessionari ed al loro “potere” in virtù delle apparecchiature in loro possesso: Admiral Gaming Network 25.096, B Plus 60.465, Cirsa Italia 14.286, Codere 20.539, Cogetech 33.624, Gamenet 33.985, Hbg Connex 33.455, Intralot Gaming Machines 11.363, Lottomatica Videolot 64.123, Netwin Italia 8.186, Nts Network 7.077, Sisal Entertainment 35.479, Snai Spa 27.184 totali.

Questi sono i numeri di “proprietà”, ma bisogna calcolare che in esercizio ne esistono molte meno. Il quadro generale “sembra” imponente, ragion per cui è perfettamente concepibile che i concessionari quando hanno sentito “alcuni programmi del Governo con la nuova Stabilità 2016” si siano preoccupati per nuove tasse e nuove concessioni.