Milano, 13 dic. (AdnKronos) – L’entrata in vigore delle nuove regole europee sulla risoluzione delle crisi bancarie “è una minaccia soprattutto per le obbligazioni emesse dagli istituti di credito, che ammontano a 217 miliardi di euro”. E’ quanto segnala il Centro studi di Unimpresa, secondo cui le emissioni di bond bancari sono scese nell’ultimo anno, da settembre 2014 a settembre 2015, di 72,7 miliardi (-25,11%) passando da 289,6 miliardi a a 216,9 miliardi.
Secondo l’analisi dell’associazione, basata su dati della Banca d’Italia, si tratta di un mercato già in forte contrazione: le obbligazioni degli istituti valevano 381,9 miliardi alla fine del 2012 e 352,4 miliardi alla fine del 2013. In quasi tre anni si è registrata una diminuzione delle emissioni per 165,04 miliardi (-43,21%). Il nuovo impianto sui salvataggi delle banche prevede in ultima istanza l’attivazione del bail-in, vale a dire il contributo ‘interno’ al ripianamento delle perdite di titolari di azioni, obbligazioni e conti correnti con saldo superiore a 100.000 euro.
Non tutte le categorie di titoli obbligazionari, secondo le nuove norme, verrebbero sottoposti alla procedure di risoluzione: alcuni tipi, tra cui le cosiddette covered, sono equiparate ai depositi fino a 100mila euro e quindi godono di una protezione maggiore. Tuttavia, queste emissioni, nel loro complesso, potrebbero subire un contraccolpo. Le obbligazioni bancarie sono uno strumento fondamentale per la raccolta di denaro da parte degli istituti e per l’attività di prestiti sia alle famiglie sia alle imprese.