Roma, 12 dic. (AdnKronos) – Nessuna scissione, nessun addio come certi ‘compagni che sbagliano’, dice qualcuno dal palco del teatro Vittoria. La minoranza resta saldamente nel Pd e inizia il lungo percorso verso il congresso candidandosi ad alternativa al partito renziano. Con un punto fermo: ricostruire il centrosinistra e stoppare il partito della nazione.
A Roma, in effetti, tutto è già alternativo alla riunione con Matteo Renzi in corso alla Leopolda. A cominciare dalla bandiere del Pd. Tante, appese dappertutto nel teatro a Testaccio scelto per il ritrovo della minoranza. In sintesi c’è il ‘vecchio’ Pd della ‘ditta’ nelle facce, nei partecipanti, nelle parole d’ordine. E che cerca una nuova narrazione, come si usa dire.
E insieme cerca di intestarsi il ruolo di ponte tra la sinistra fuori dal Pd e il partito renziano. Dice Gianni Cuperlo parlando delle varie manifestazioni di oggi compresa quella di Sinistra italiana Napoli: “Sembra che siamo condannati a una diaspora geografica” invece è il momento di “costruire ponti” in linea con la lettera dei sindaci sul centrosinistra.