Roma 10 dic. (AdnKronos) – “Siamo cresciuti dentro la cultura bicameralismo, che portava con sé non solo lentezza ma anche una riflessione interna al procedimento legislativo. Negli anni, ai vantaggi connessi al bicameralismo in merito alla sua riflessività, si è affiancata una valutazione negativa sulla farraginosità del procedimento. Siamo un paese in cui ci si appassiona molto quando le proposte legislative nascono, poco quando bisogna attuare e valutare gli effetti delle norme”. Lo ha detto Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm, durante un convegno sulle riforme costituzionali.
“Le riforme – ha spiegato – cambiano questo scenario. Anche l’approccio al procedimento legislativo è destinato a cambiare. Il sostanziale monocameralismo costringerà prima i tecnici, poi governo e parlamento, a curare di più il testo”.
Legnini ha inoltre parlato di “crisi della legislazione, con la legge che non riesce più a contenere la realtà che muta” perché “la capacità della norma di prevedere ciò che accadrà” è penalizzata, tra gli altri fattori, anche dalla velocità dei processi tecnologici.